BOLATICA, SCRITTURA. - Detta anche *littera s. Petri*, è la scrittura di forme convenzionali e caratteristiche con la quale furono scritte le bolle pontifice dalla fine del sec. XV al sec. XIX, fino alla sua abolizione ordinata da Leone XIII con *motu-proprio* del 29 dic. 1878 (*Acta Leonis XIII*, I, Roma 1881, p. 184: vedine esempio alla voce BOLLA).
Essa rappresenta una derivazione dalla minuscola gotica, attuata nella cancelleria pontificia e portata fino ad una esagerazione estrema di stilizzazione cancellere, per cui solo a pochi iniziati era possibile scriverla e la sua lettura era tanto diff
icile, che al documento si aggiungeva una copia in carattere corrente per intelligenza del destinatario. Come fenomeno grafico la sua formazione e persistenza si spiegano per la tendenza comune a tutte le cancellerie sovrane ad adottare un loro proprio tipo di scrittura, che sia di effetto decorativo e insieme di una certa garanzia contro le facili imitazioni.
È di tratteggiamento pesante, diritta o lievemente inclinata a sinistra, con lettere a tratti staccati, i pieni esageratamente grossi, i segni abbreviativi talvolta lunghi e appariscenti, talvolta sottili e appena visibili. Mancano i segni di punteggiatura. Nella testata delle bolle il nome del Papa ed altre iniziali sono in grandi lettere maiuscole di carattere ornamentale, accompagnate da speciali decorazioni floreali.
