BOLLO LATERIZIO

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BOLLO LATERIZIO. - Impronta che i Romani stampavano sopra i manufatti ceramici, specialmente piatti, vasi, tegole e mattoni. Essa riesce molto utile per determinare l'età degli oggetti e specialmente degli edifici per mezzo dei mattoni in essi usati. Tali impronte ci danno poi molte notizie interessanti sopra l'organizzazione delle fabbriche, specialmente a Roma.

B. di mattoni si hanno sin dalla fine della repubblica, quando si cominciarono ad usare tegoloni sottili al fuoco. Con l'avvento della pace della Chiesa si introdussero poi anche in essi elementi cristiani, generalmente croci o monogrammi. Gli esempi più comuni e più caratteristici a Roma sono quelli della fabbrica *Claudiana*, con un bel monogramma cristologico al centro; quelli fabbricati da un certo Cassio, con b.

grecoseguito dal celebre criptogramma cristiano XMF, e le tegole dei re goti Teodorico e Atalarico. Fuori di Roma sono particolarmente interessanti gli esempi spagnoli del tempo dei Visigoti. Molto frequente è nell'Andalusia il b. *Bracari vivas cum tuis attorno ad A. B. o*; in uno occorre la bella invocazione *spes in deo*, in altro il motto *aedificat X(xristus)*. Nell'Africa (*Cilicium*) si ha l'invocazione *t s(an)cta Maria a(d)uba nos t*. Molto meno frequenti che su mattoni sono i b. cristiani di altri oggetti. Un'anfora del museo Lateranense trovata nel cimitero di Ciriaca reca la scritta *spes in deo*, che sembra essere il nome del fabbricante, sopra un'altra di Modena il Cavedoni vide raffigurati due pesci affrontati al monogramma cristologico.

BIBL.: G. B. De Rossi, in *Bull. di arch. cristiana*, 2a serie, I (1870), p. 7 segg.; H. Drussel, CIL, XV, prolegomeni e p. 386 segg.; F. Grossi *Gondi, Trattato di epigrafia cristiana*, Roma 1920, p. 390 segg.; C. Kaufmann, *Handbuch der altchristlichen Epigrafik*, Friburgo 1917, p. 425 segg.; J. Vives, *Iscripciones de la España romana y visigoda*, Barcelona 1942, p. 405 segg.

Antonio Ferrua