BOZZETTO. - È un modello di pittura o di scultura, eseguito in piccole dimensioni, per definire sommariamente le linee compositive e tirar fuori le masse (cioè «abbozzare» o «sbozzare» e di qui l'etimologia della parola), senza giungere agli estremi particolari di un lavoro compiuto. Ai fini pratici il b. è il mezzo con il quale l'artista mostra al committente le direttive generali secondo le quali svolgerà il suo lavoro e la forma che una ordinazione ha preso nella sua fantasia. Artisticamente queste prime idee generali non ben definite nei loro particolari ultimi hanno interesse grandissimo perché non solo illuminano sul processo creativo di un'opera, ma spesso traducono visibilmente uno stato emotivo che nell'esecuzione definitiva perde di intensità. Il b. viene in uso nel tardo Cinquecento e si pone via via sempre più in evidenza fino a equivalere, specie per alcuni aspetti, nell'arte moderna, all'opera d'arte compiuta.
Tuttavia è da tenere presente come non sia lecito confondere la sommarietà dell'abbozzo che presuppone la rifinita compiutezza di un lavoro, con la sommarietà derivante da una libera spontanea visione che, in quanto tale, per l'artista è definita e quindi definitiva nella sua realizzazione plastica o pittorica malgrado l'apparente sommarietà. Sono notissimi i b. per grandi opere decorative di P. Da Cortona, del Baciccia o del Tiepolo non meno di quelli per molte sculture d'età barocca. Già il Rubens esegui b. assai superiori per spontaneità e vivezza alle opere compiute. - Vedi Tav. CXX. Guglielmo Matthiae