BREISLAK, SCIPIONE. - Geologo scolpio, n. a Roma il 16 ag. 1750, m. a Milano il 15 febbr. 1826. Insegno fisica e matematica in varie case delle Scuole Pie, e soprattutto a Ragusa e a Urbino. Destinato nel 1781 al collegio Nazareno di Roma, rese celebre il suo nome con le magnifiche accademie, nelle quali furono fatti esperimenti di fisica e di chimica mai visti in Roma per il passato. Nel 1787 andò a Napoli, dove si applicò a studi vulcanologici, donde derivò la sua specializzazione nelle materie geologiche nelle quali acquistò poi grande credito, anche per la pubblicazione di opere fondamentali. Fervente piuttosto, fu contrario alle teorie metamorfiche di Hutton, sostenendo che i gneiss e le altre rocce cristalline rappresentano il prodotto del raffreddamento del magma della zona superiore del globo terrestre fluido, cioè la primitiva crosta della terra. Studiò particolare l'Italia centro-meridionale, in specie le regioni vulcaniche, pubblicando vari lavori sui terreni e sui fenomeni.
Fu nominato da Napoleone ispettore della fabbricazione del nitro e delle polveri nel regno d'Italia e più tardi direttore delle fabbriche di allume nella Solfatar. Dal cognome B. deriva breislakite, fibre delicatissime di color bruno rossastro, che si trovano nelle cavità della lava di Capo di Bove e nelle trachiti del monte Olbano: presenta la forma del pirosseno.
BREISLAK, SCIPIONE
BIBL.: L. Configliochi, Memorie intorno alle opere ed agli scritti del geologo S. B., Padova 1827.