BRUNO (BRUNONE), santo. - Fondatore dei Certosini, n. a Colonia dalla nobile famiglia Hartefaust (latinizziato de duro pugno) verso il 1030, m. a Serra S. Bruno (Catanzaro) il 6 ott. 1101, è una delle grandi figure del sec. XI. Da giovane fu mandato alla celebre scuola di Reims dove attese con ardore agli studi. Rientrato in Colonia fu ordinato sacerdote e ottenne un canonicato nella chiesa di S. Cuniberto. Nel 1057 Gervasio, arcivescovo di Reims, lo chiamò a reggere quella scuola, ufficio che tenne brillantemente per circa un ventennio, contribuendo non poco al rinnovamento dello spirito ecclesiastico. Tra i suoi scolari furono s. Ugo, poi vescovo di Grenoble e il futuro papa Urbano II. Il contegno anticanonico e simoniaco del famigerato Manasse de Gournay, successore di Gervasio, il quale dapprima l'aveva favorito nominandolo cancelliere dell'arcivescovado, lo mise nell'opposizione e lo costrinse ad abbandonare la scuola ed anche la città di Reims. Solamente dopo la deposizione di Manasse (1080), B. poté rientrare a Reims, dove teneva anche un canonicato. Ma l'affare di Manasse gli aveva mostrato tutta la miseria del mondo, e il disgusto che ne provò lo indusse a fare un voto di ritirarsi a vivere unicamente per Dio. Questo fu il vero motivo della sua risoluzione e non il preteso macabro miracolo che sarebbe avvenuto a Parigi, dove un canonico al momento del proprio ufficio funebre avrebbe proclamato la propria condanna all'inferno, racconto che si è formato solo nel sec. XIII.
Dapprima B. con alcuni compagni si ritirò a Sèche-Fontaine (diocesi di Langres) sotto la direzione di Roberto di Molesme, futuro fondatore dei Cistercensi, ma poi, non trovando abbastanza solitaria quella dimora, il santo con sei compagni, tra i quali Landuino da Lucca, si diresse a Grenoble, ove pregò s. Ugo di assegnargli un luogo adatto al suo scopo. Il vescovo gli concesse la valle alpestre chiamata Cartusia, nelle montagne del Delfinato a nord-est di Grenoble. Lì sorse nel 1084 la prima Certosa, detta poi la « Grande Chartreuse ». Nel 1091 Urbano II volle presso di sé come consigliere l'antico suo maestro di Reims, e gli comandò di venire a Roma. B. dovette obbedire, e lasciato Landuino come superiore alla Certosa, si mise, con alcuni compagni, sulla via di Roma. Ma in Curia i romiti si trovarono a disagio e, eccetto B., ottennero di ritornare alla loro Certosa.

Esistono due opere del santo, dovute al tempo dell'insegnamento a Reims, e due lettere scritte a La Torre: Expositio in Psalmos (PL 152, 637-1420); Expositio in epistolas Pauli (PL 153, 11-566); lettera a Rodolfo prevosto a Reims, scritta dopo il 1094 (PL 152, 420-23); Acta SS. Octobris, III, ed. Parigi 1868, pp. 675-77); lettera ai romiti della Grande Certosa (ca. 1091: PL 152, 418 sg.; Acta SS. Octobris, III, Parigi 1868, p. 674 sg.). Vi si può aggiungere una poesia latina del tempo giovanile (PL 152, 38; Acta SS. Octobris, III, Parigi 1868, p. 503 sg.). Altre opere attribuite al santo nelle edizioni delle sue opere, Colonia 1509 e 1510, Parigi 1524, sono o di s. Bruno di Segni (v.), o di s. Bruno di Carintia (v.), due scrittori contemporanei.