BRUYÈRE, CÉCILE

BRUYÈRE, CÉCILE. - Abbadessa benedettina, n. a Parigi il 2 ott. 1845, m. nel monastero di Ryde il 18 marzo 1909.
BRUYÈRE, CÉCILE. - Abbadessa benedettina, n. a Parigi il 2 ott. 1845, m. nel monastero di Ryde il 18 marzo 1909.

Entrata nel 1866 nel monastero di S. Cecilia di Solesmes, ne fu abbadessa dal 1870 , portandolo a sorprendente fioritura. La persecuzione francese del 1901 la costrinse ad esulare nell'isola di Wight.
Acquistò molta rinomanza alla B. la sua operetta: La vie spirituelle et l'oraison d'après la Ste Ecriture et la tradition monastique, edita nel 1899 e altre volte in seguito; fu tradotta in tedesco, inglese e olandese. L'autrice fonda la santità sulla preghiera, tanto quella liturgica che quella privata, dando consigli pratici che rendono il suo scritto utile non solo alle anime contemplative, alle quali era destinato, ma anche ai cristiani di vita attiva. Meno noto è il suo Commentaire du Cantique des cantiques, Worcester (Stanbrook Abbey) 1913.
Bist., Dom Gadranger, Abbé de Solesmes, par un moine bénédictin de la Congrégation de France, Parigi 1910, pp. 211-338, 377-89; A. Houtin, Une grande abbesse au XIX e siècle, ivi 1925 (cf. J. De Poeles, s. V. in DS9, I, coll. 1972-74). Ambrogio Mancone