E uno dei maggiori rappresentanti, con lo Zenale e dopo il Foppa, della pittura lombarda preleonardesca, noto soprattutto per il trittico (Madonna in trono e santi), firmato e datato al 1484, della galleria di Brera (Milano). Il Trittico «Qualino» già a Cereseto Monferrato è probabilmente la sua prima opera. Altre opere, anteriori alla pala braidense, sono : la Resurrezione e la Deposizione della Collezione Marbio a Milano, l'Adorazione dei Magi già a Parigi, la Nativitá di Londra, la Circoncisione dell'Accademia Carrara a Bergamo, le Nozze di Cana della collezione Borromeo di Milano, che dimostrano come questo pittore, partendo da un iniziale empirico mantegnismo, sul quale si innestano accenti individuali, passi a modi derivati dal Foppa. In seguito il B., che si rivela in sostanza un eclettico, accoglie anche influssi fiamminghi (Nativitá nella galleria Malaspina, Pavia), ferraresi (Madonna, nell'Isola Bella), e bramanteschi, trasmessigli dallo Zenale, con il quale eseguì gli affreschi di S. Pietro in Gessate a Milano (ora semidistrutti) e la grandiosa pala di S. Martino a Treviglio posteriore al 1493 , schietta espressione del lusso decorativo lombardo.
BUTINONE, BERNARDINO
Bibl.: W. V. SEDULIO, s. V. in Thieme-Becker, V, pp. 300-302, con bibl. precedente; F. Malaguezi-Valeri, Nuovi affreschi lombardi del ' 200 , in Rassegna d'arte, I (1914), pp. 155-57; Venturi, VII, iv, pp. 862-72, con bibl.; M. Salmi. Il Trittico del B. nella Pinacoteca di Brera, in Archivio storico lombardo, 52 (1925, 1), pp. 154-58; D. C. R., Three Paintings of the Quattrocento, in Bull. of the Art Institute, 21 (1925, viI), pp. 86-88.; M. Salmi, B. B., in Dedalo, 10 (1929-30, 11), pp. 336-61, 395-426; B. Berenson, Pitture italiane del Rinascimento, trad. II. Cecchi, Milano 1936, pp. 105-106.