CAIO (Caius, Gaius, Γάλος). - No-
me di più discepoli degli Apostoli. Nel Nuovo Testamento greco ricorre cinque volte il nome Γάλος: in tre casi la Volgata ha Gaius (Act. 19, 29; 20, 4; III Io. 1), in due Caius (Rom. 16, 23; I Cor. 1, 14); ma i codici propendono per Gaius. I personaggi distinti che vengono presentati con questo nome sembrano quattro, dato che quasi certamente Rom. 16, 23 e I Cor. 1, 14 si riferiscono allo stesso individuo. Non tenendo conto della differenza puramente grafica - Caius e Gaius - del nome (o, piuttosto, prenome), frequentissimo nel mondo greco-romano, li presentiamo tutti sotto C.
1. - C. di Corinto è quello di cui siamo maggiormente informati. Da I Cor. 1, 14 sappiamo che fu battezzato da Paolo stesso, ma quasi in via eccezionale; Rom. 16, 23 ci attesta che C. doveva avere delle conoscenze a Roma, dove invia i propri saluti, e che ospitò Paolo almeno durante un suo soggiorno (secondo o terzo, V. CORIBANTI, PISTOLLE I e II ai) a Corinto, alla fine del terzo viaggio apostolico. Lo stesso testo aggiunge che C. ospitava pure « tutta la chiesa » (i codici della Volgata hanno: « et universa ecclesia » o « et universae ecclesiae »), probabilmente nel senso che la sua casa era aperta ad ogni cristiano di passaggio a Corinto. Non è escluso, però, che questa ospitalità venisse esercitata da C. concedendo la propria casa per le riunioni dei fedeli almeno durante il soggiorno di Paolo a Corinto. D'altra parte, la frase « e di tutta la chiesa » potrebbe anche avere un colorito alquanto iperbolico.

3. - C. di Derbe figura al seguito di Paolo (Act. 20, 4) durante il suo viaggio di ritorno dalla terza missione. Potrebbe anche trattarsi di persona non diversa da una delle due precedenti, in rapporto con Derbe o per origine o per domicilio.
(per cortesia dell'editore Del Turco, Firenze) CAINO - Episodi della storia di C. e Abele. Formella della porta del Paradiso di L. Ghiberti - Firenze, Battistero.