CAIO, PAPA, santo. - Il Liber Pontificalis lo dice di origine dalmata, ed anzi parente dell'imperatore Diocleziano (di quest'ultima aggiunta si può dubitare). Secondo la cronologia dello stesso Liber fu pontefice dal 2° consolato di Caro e Carino ( 282 o 283 ) al 6° di Diocleziano e al 2° di Costanzo ( 295 o 296); certo deve avere governato la Chiesa sulla fine del sec. III. 
Il suo epitaffio fu rinvenuto nel cimitero di Callisto (cf. Diehl, Inscr. Chr., n. 961: trascrizione errata); da tale iscrizione risulta che fu «deposto» al 22 apr. (però il numero del giorno non è di lettura certa). Non è neanche sicuro che il cubicolo ove si trova l'epigrafe, non «in situ», sia proprio quello ov'era la salma del Pontefice. L'epitome Cononiana e la redazione pleniore del Liber Pontificalis ricordano una sua importante riforma per cui era vietato salire alla dignità vescovile senza avere asceso la scala dei gradi inferiori. Ciò che dice di C. la Passio s. Susannae non ha valore storico. Non è sicuro che sia deceduto martire. Forse è soltanto un confessore.
Bias.: Acta SS. Apellis, III, Anversa 1675, pp. 13-17, 982-83; Becllios, Acta S. C. P. et M., Roma 1628; G. B. de Rossi, Roma sotterranea, III, Roma 1877, pp. 114-20; Lib. Pont., pp. 6, 70, 171; A. Harnack, Gesch. der altchristlich. Lit., I, Lipsia 1893, p. 589 .