BUONARROTI, FILIPPO. - Rivoluzionario ed organizzatore di società segrete, n. a Pisa l'11 nov. 1761, m. a Parigi il 17 sett. 1837. Formatosi intellettualmente alla scuola pisana del Sarti e del Lampredi e abbeveratosi essenzialmente al vago umanitarismo massonico-rousseauiano del tempo, esulò poco dopo lo scoppio della Rivoluzione Francese in Corsica, facendovisi notare per la foga del suo giacobinismo ed anticlericalismo. Nominato nell'apr. 1794 agente nazionale ad Oneglia, B. tentò di attuarvi, anche dopo la caduta del Robespierre, la politica di questi e di far accettare dai capi francesi anche un programma italiano di tipico unitarismo giacobino.
Destituito ed imprigionato il 15 marzo 1795, conobbe nelle carceri del Plessis il Baltauf ed altri giacobini; con costoro si legherà l'anno dopo nella nota congiura, il cui programma, tendente alla comunione dei beni e dei lavori, risale in buona parte al B. stesso. Condannato per questo alla deportazione, poté riprendere la sua attività rivoluzionaria solo nel 1806, con il trasferimento in residenza sorvegliata a Ginevra, e per tutto un trentennio in Svizzera prima (1806-23), a Bruxelles poi (1823-30) e infine a Parigi, ove la sua vita ormai si identifica con quella di molti organismi segreti («Adelfi», «Sublimi Maestri Perfetti », « Mondo »), che a volte direttamente, più spesso invece celandosi dietro logge massoniche o valendosi delle vendite carbonare, tendono a realizzare una vasta rivoluzione a carattere repubblicano e con presupposti comunisteggianti. Tale attività settaria si esplicò essenzialmente verso l'Italia, ove essa entrerà ben presto in concorrenza con la Giovine Italia; in Francia, invece, il B. operò essenzialmente con la pubblicazione, avvenuta a Bruxelles nel 1828, della Conspiration pour l'Égalité dite de Babeuf (trad. it., Torino 1946), che non poca importanza ebbe nel costituirsi dei primi gruppi socialisti rivoluzionari.
Bibliografia5 opere
Armando Saitta