CANANEA

CANANEA. - La donna di Tiro, da Mt. 15, 21-28, chiamata C., e da Mc. 7, 24-30, siro-fenicia, che implorò ed ottenne da Gesù la liberazione della figlia dal demonio che la vessava, è stata raramente rappresentata nell'arte cristiana antica.

Benché poche figure di donna siano state come questa oggetto di dissensi tra gli interpreti, che le diedero come rivali l'emorroissa, l'adultera, Maria e Marta sorelle di Lazzaro, la grande peccatrice, ecc., si può ritenere molto probabile che la C. deve riconoscersi solamente nella ben determinata figura di donna che, in piedi e leggermente china, riceve sulle mani velate la destra del Signore per baciarla in segno di ringraziamento. Solo la sorella di Lazzaro ricevette un atteggiamento simile in un limitato numero di sarcofagi, dove del resto ogni confusione con la C. è esclusa dalla stessa scena della Resurrezione in cui figura. Non sembra, quindi, che le altre figure di donne, inginocchiate con le mani protese verso il Signore, possano essere identificate con la C., e ciò tanto meno in quanto esse, in parecchi casi, ricevono l'imposizione della mano dal Cristo.

Stando ai monumenti conosciuti, la C. non venne mai rappresentata negli affreschi cimiteriali; essa figura, invece, in alcune sculture della seconda metà del sec. IV;

ivi la C. rappresenta nel campo femminile quello che il Centurione simboleggia nel campo maschile; tutti e due cioè raffigurano i primi gentili convertiti alla fede in Cristo. Poiché ciò accade in mezzo ad un determinato gruppo di scene che mettono appunto l'accento sulla dottrina di Cristo come pegno di trionfo sulla morte, pare che il motivo non abbia avuto lunga durata. Appena

nota alle altre branche dell'arte paleocristiana, la C. poté difficilmente essere identificata con la donna in ginocchio nel musaico di S. Apollinare Nuovo in Ravenna; qui deve trattarsi piuttosto dell'Emorroissa o della grande Peccatrice.

BIBL.: G. Stuhlfauth, Zwei Streitfragen der christlichen Ikonographie, in Zeitschrift für Neutestamentliche Wissenschaft, 23 (1924), pp. 54-64; J. Kollwitz, Die Lipianothek von Brescia, Berlino 1933, p. 22; M. Simon, Sur l'origine des sarcophages chrétiens du type Béthesta, in Mélanges d'archéologie et d'histoire, 55 (1938), pp. 201-23; Wilpert, Sarcofagi, I, p. 139 sgg.; L. de Bruyne, L'Imposition des mains dans l'art chrétien ancien, in Rivista di Archeologia cristiana, 20 (1943), pp. 48-54.

Luciano De Bruyne

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“CANANEA.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 319. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/cananea.