CANINA, LUIGI. - Archeologo ed architetto, n. a Casalmonferrato il 28 ott. 1795, m. il 17 ott. 1856 a Firenze, sepolto in S. Croce. Trasferitosi a Roma nel 1818, visse nell'ambiente del Visconti (v.), Fea (v.) Nibby (v.). Per incarico del principe Camillo Borghese sistemò la villa cmonima, costruendo in stile ionico i propilei d'ingresso sul piazzale Flaminio.
Pubblicò numerose opere e ideò molte ricostruzioni di edifici antichi. Se è vero che per quest'ultime non trascurò le antiche fonti scritte ed i documenti archeologici (pitture, rilievi, monete, ecc.) spesso però si lasciò prendere la mano dalla fantasia, sicché la sue ricostruzioni non sono
sempre del tutto attendibili. Perciò il Sarti ed il p. Marchi
dettero della sua opera un giudizio piuttosto severo. Non
si possono tuttavia negargli molti meriti, primo quello di
aver concepito e redatto con criterio storico una vasta
opera in sei volumi sull'architettura: *L'architettura antica
descritta e dimostrata con i monumenti. Opera divina
in tre sezioni riguardanti la storia, la tecnica e le pratiche
dell'architettura egiziana, greca e romana* (Roma 1830-
1844). Contribui pure alla chiarificazione della topografia
antica di Roma e dei dintorni ed esteso i suoi studi anche
alla topografia di alcune città etrusche e all'architettura
giudaica come lo dimostra il lavoro intitolato: *Ricerche sul
genere dell'architettura degli antichi Giudei e del loro tempio
di Gerusalemme* (ivi 1845); quanto all'archeologia cristiana
si ricordano: L'architettura più propria dei tempi cristiani
(ivi 1845); *Ricerche sull'architettura dei tempi cristiani basate
sulle primitive istituzioni ecclesiastiche* (ivi 1846).