FEA, CARLO

FEA, Carlo. - Archeologo, n. a Pigna, presso Oneglia in Liguria, il 4 giugno 1753, m. a Roma il 17 marzo 1836, sepolto in S. Lorenzo in Lucca. Recatosi ancor giovamento a Roma, si avviò alla carriera giuridica studiando diritto civile e canonico alla Sapienza. Ordinato sacerdote, fu nominato bibliotecario della Chigiana e poi da Pio VII commisario delle antichità. Egli dette particolare im- pulso agli scavi del Foro Romano e gettò come le fondamenta del diritto moderno a difesa del patri- monio artistico, ispirando l'editto del card. Pacca. A proposito della dibattuta questione sul come doveva essere ricostruita la basilica di S. Paolo dopo l'incendio del 1821, egli fu valido sostenitore d'una ricostruzione redatta alla precedente, avversando fra gli altri anche il diverso progetto del Valadier che già aveva ottenuto le più alte approvazioni.

La sua principale attività fu rivolta ad indagare le memorie di Roma antica, convinto che il papato avrebbe tratto sicuri vantaggi anche col rimettere in luce le testi- monianze monumentali della grandezza di Roma, di cui la Chiesa è l'erede. Molte sue indagini, pur essendo state rese note in conferenze ed in pubblicazioni di piccola mole, conservano ancora il loro valore.

Sue pubblicazioni principali sono: Annotazioni allo memoria dei diritti del Principato sugli antichi edifici pub- blici sacri e profani (1866); Notizie degli scavi nell'infi- teatro Flavio e nel Foro Romano con iscrizioni in varie sculture e illustrate (1813); Nuova descrizione dei monumenti antichi ed oggetti d'arte contenuti nel Vaticano e nel Campidoglio (1819); Frammenti di fatti consolari e trion- fali ultimamente scoperti nel Foro Romano e altrove (1820); Descrizione ragionata della sagrestia patriarcale basilica e cappella papale di S. Francesco d'Assisi (1820); Descri- zione di Roma e suoi contorni (3 voll., 1824); Aneddoti sulla basilica ostiense di S. Paolo, riuniti nel 1823 dopo l'incendio e recitati nell'Accademia di archeologia il 27 genn. 1825 (1825); Continuazione degli aneddoti della basilica

ostiense di S. Paolo (1826). Sulle rovine di Roma che fu aggiunta al terzo volume della ristampa della traduzione della Storia dell'arte del Winckelmann.

Bibl.: P. E. Visconti, Biografia dell'abate di C. F., commi- sario delle antichità, Roma 1836; A. Coppi, Coni biografici di C. F., ivi s. d.: E. Re, Brumilio dell'abate F., in Nuova anl. 5 (1920), pp. 216-317; E. Tava, C. F. e gli scavi al Foro Romano dal 1820 al 1825, in Atti del III Congresso di studi romani, II Bologna 1935, pp. 230-35; G. de Angelis d'Osset, C. F. e lo studio dei monumenti romani, in Bollettino della D. Reputazione di storia patria per la Liguria. Sezione Ingegna e Intellettiva, 2 (1936), pp. 3-36; E. Tava, Romana di C. F., in Roma, 8 (1937), pp. 269-91.