FENICE

FENICE. - Volatile simbolico originario dell'India, secondo il Physiologus (J. Strzygowski, Der Bilderkreis des griechischen Physiologus, Lipsia 1890, p. 4), dell'Arabia, secondo s. Clemente, che ne riferisce la leggenda (I Cor. 25; PG 1, 261) e Tertulliano (De resurr. curnis, 13; PL 2, 857-58), mentre per Eusebio sarebbe «avis Aegyptia» (Vita Constantini, IV, 72; PG 20, 1228). Per i cristiani fu simbolo della risurrezione e come tale si trova riprodotta anche con il nimbo radiato.

Così in epigrafi, come, ad es., in una dell'a. 385 (G. B. De Rossi, Inscriptiones Christianae, I, Roma 1857-1861, p. 155, n. 354); in una lastra del cimitero di Callisto (id., Roma sotterranea, II, ivi 1867, p. 313), in una epigrafe del cimitero di Pretestato (R. Kanzler, Relazione ufficiale degli scavi eseguiti dalla Commissione di archeologia sacra nelle catacombe romane (1907-1909), in N. bull. arch. crist., 15 [1909], p. 129, n. 35). Nella pittura cimiteriale si ha un solo esempio nella rappresentazione del Dominus legem dat dipinta nel cimitero ad decimum della Via Latina (Wilpert, Mosaiken, tav. 132). Si trova talvolta in sarcofagi o isolata come in quello di s. Massimo in S. Cecilia in Trastevere (id., Sarcofagi, II, p. 271, fig. 168) e sopra una palma dietro la figura di s. Paolo, il grande banditore del dogma della Risurrezione. Così

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FENICE - Incisione in marmo con f. (sec. IV) - Roma, cimitero di S. Callisto.
(feb. Post, comm. arch. scoto)
appare nel sarcofago di Verona e in quello posto sotto l'altare della Madonna della Colonna in S. Pietro in Vaticano riadoperato per contenere le spoglie dei papi Leone I e IV (id., loc. cit., I, p. 177, tav. 150, 2; p. 183, tav. 154, 4). Nei musacci la f. appare più volte o isolata come nella cupola del battistero di Napoli (id., Mosaiken, tav. 20) o in alto sopra la palma, posta dietro l'immagine di s. Paolo, come nelle absidi dei SS. Cosma e Damiano (526-30), di S. Cecilia e di S. Prassede (817-24); la f. si trova perfino come decorazione nelle clamidi degli arcangeli Michele e Gabriele in S. Apollinare in Classe a Ravenna (sec. vi) e nella parte inferiore della fastosa stola bizantina di s. Agnese nell'abside della sua basilica sulla Via Nomenstana (625-38). Appare anche nel musacco pavimentale della chiesa di S. Genesio in Thiers (Puy-de-Dôme) d'età merovingica (L. Brehier, Les mosaïques mérovingiennes de Thiers, in Faculté des lettres de Clermont Ferrand, Mélanges littéraires publics à l'occasion du centenaire de sa création, Parigi 1910, pp. 69-85). Nel distrutto affresco dell'oratorio di S. Felicita nelle terme di Tiro datato al VI sec. la f. con il nimbo era dipinta alla sommità d'una palma (G. B. De Rossi, Scoperta d'una cripta storica nel cimitero di Massimo ad sanctum Felicitatem sulla Via Salaria nova, in Bull. d'arch. christ., 4ª serie, 3 [1884-85], p. 157 agg.). Indicata dal nome, si trova incisa nell'architrave della porta centrale dell'antica basilica di S. Paolo, attualmente nel chiostro.

BIBL.: F. Grossi-Gandi, I monumenti cristiani iconografici ed architettonici dei primi sei secoli, Roma 1923, pp. 77-78, 133, 187; H. Lecierco, Phénis, in DACL, XIV, r. coll. 684-91. Enrico Josi
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“FENICE.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 696. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/fenice.