FENESTELLA CONFESSIONIS. - Sia negli altari a blocco che in quelli a cassa si trova talvolta un'apertura rettangolare rivestita di marmi che permetteva di avvicinare oggetti al sepolcro o alle reliquie. Uno degli esempi sicuri più antichi è offerto dall'altare a cassa eretto sul sepolcro dei martiri nella basilica di S. Alessandro sulla Nomentana.
Altri esempi sono quelli negli altari a blocco, come nel cimitero di Panfilo e in S. Maria Antiqua e in S. Maria in Via Lata a Roma, nella cripta di S. Aspreno a Napoli, nella chiesa di S. Pietro a Bagnacavallo, nel duomo di Parenzo, ecc., nella basilica dei martiri a Cimitile, ecc. Nelle confessioni semianulari talvolta si trovano due f. c., una nell'altare della cripta, l'altra nell'altare del presbiterio sopraelevato.
Ma la f. poteva anche essere quella che permetteva di pregare proprio sul sepolcro del martire, come si apprende da s. Gregorio di Tours per il sepolcro di S. Pietro in Vaticano: chi desidera pregare, aperti i cancelli che lo proteggono, entra sopra il sepolcro a così «f. parvula patefacta, immisso intrersum cepite, quae necessitas prompt effagitat» (In gloria martyrum, 27: MGH, Scriptores verum Meroving, I, p. 504). Lo stesso autore descrive un'analoga f. c. nella basilica dei SS. Venerando e Nepotiano a Clermont (De gloria confessorum, 38: PL 71, 858). Sozomeno scrive che nella parte superiore della confessione dei Martiri di Sebaste c'era un foramen, equivalente cioè di f. c.