CALLISTO I, PAPA, santo. - Il Lib. Pont.
e il Catalogo liberiano lo dicono romano della regione
transtiberina (« de regione Urbe Ravennantium ») e
asseriscono che pontificò dal consolato di Antonino
e Avvento (218) fino ad Antonino (III) ed Alessandro
(222). Dal Lib. Pont. (I, p. 141) apprendiamo anche
che stabilì il digiuno sabbatico tre volte l'anno (il digiu-
no del frumento, del vino e dell'olio: cf. Zach. 8, 19).
È questo un precedente del digiuno delle Quattro
Tempora. Inoltre è detto che, martire, fu sepolto
nel suo cimitero sulla via Aurelia più tardi detto
di Calepodio. Ma un'altra fonte (i *Philosophume-
na*, attribuiti, non sappiamo se definitivamente,
ad Ippolito, che sarebbe stato l'acerrimo avversario
di C.) ci dice molto di più sul Papa.
Egli sarebbe stato di condizione servile ed avrebbe
dato parecchi grattacapi al suo padrone con le sue intem-

È la prima volta che apprendiamo l'esistenza di questo cimitero dipendente in via diretta dall'amministrazione della comunità romana.
Divenuto papa dopo la scomparsa di Zefirino (217), l'avventuroso C. non si sarebbe comportato rettamente giusta le asserzioni del tendenzioso ed irato biografo. Costui gli rimprovera la remissione delle colpe, il riaccoglimento di quelli che erano stati troppo deboli di contro alle intimidazioni delle autorità pagane, una pretesa complicità con gli eretici, ed altro ancora. Ma C. aveva ottimi argomenti per difendersi. Egli paragonava la Chiesa al
