CAMPAGNOLA, GIULIO E DOMENICO

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CAMPAGNOLA, Giulio e Domenico. - Incisori e pittori. Giulio, figlio di Girolamo, n. a Padova forse nel 1482, m. dopo il 1514 . Nel 1498 fu alla corte di Ferrara, nel 1507 a Venezia; nel 1514 è ricordato come incisore nel testamento di Aldo Manuzio. Nei dipinti è evidente l'influsso del Mantegna e di Giorgione.
Come incisore, dopo aver oscillato fra il linearismo mantegnesco-düreriano e l'ammorbidimento delle forme proprio della pittura veneta del suo tempo, eseguil le sue stampe più tarde con la tecnica del "puntaramo", ciò che gli permise di ottenere risultati originali specie per lo spirito anticlassico che caratterizza la sua opera. Notevoli le incisioni tratte da opere dei Bellini, Dürer, Mantegna, Tiziano ed in specie il Ratto di Ganimede e la Samaritana.
Domenico, n. forse nel 1482 a Padova dove lavorava ancora nel 1562 , non si sa se fosse congiunto di Giulio o soltanto scolaro.
In collaborazione con lui esegue l'incisione Il concerto (accademia Albertina, Vienna), e ciò con una maniera assai diversa da quella di Giulio. Nella sua scarsa attivita di pittore fu seguace del Romanino e del Moretto; nel 1511 collaborò con Tiziano agli affreschi delle Scuole del Car. mine e del Santo ed a quelli di casa Cornaro a Padova. Nel 1531 dipinse a Venezia raboschi e figure in S. Maria del Porto e nel 1534 nella Scuola di S. Rocco; nel 1562 eseguil a Padova la pala di S. Omobono. Questa esperienza pittorica si rivela, sia pure attraverso caratteri esteriori, nelle sue incisioni migliori.

Bibl.: Per Giulio: P. Kristeller, G. C. Kupferstiche und Zeichnungen, Berlino 1907; G. Fiocco, La giovinezza di G. C., in L'Arte, 18 (1915), pp. 158-56; T. Borcnina, Four early italian eugrecers - Antonio del Pallaiolo, Andrea Mantegna, Jacopo de' Barbari, G. C., Londra 1923; M. Pittaluga, L'Incisione italiana del Cinquecento, Milano 1930, pp. 203-12, 323 e passim. - Per Domenico: E. Galichon, D. C., Parigi 1864; L. FroelichBum, Die Landschaftezeichnungen des D. C.. in Belsedere, 8 (1929), pp. 238-61; M. Pittaluga, op. cit., pp. 216-25, 323 e passim; W. Suida, Tizuan die beiden C. und Ugo da Carpi, in Critica d'Arte, 1 (1933-36), pp. 283-88.
Fabio Borroni