CAMPAILLA, Tommaso. - Naturalista e filosofo, n. a Modica (Ragusa) nel 1668, m. ivi nel 1740.

Campagnola, Giulio - S. Giovanni Battista. Incisione in rame.
Per vari aspetti autodidatta, studiò all'Università di Catania. Fu in relazione con Berkeley che lo chiamava "vir doctissimus" da cui attingeva "clarissimos ingenii fructus" (Lettera da Messina 1718, e da Londra 1723 : edite nella Vita premessa all'Idamo), e amico di L. Muratori che lo definì "Lucrezio cristiano e italiano" (Lettera al Ceva e al Prescinone, ibid.) e lo invitò ad occupare una cattedra all'Università di Padova.
Scrisse di materie scientifiche, criticando parecchie dottrine di Newton (Considerazioni sulla fisica di I. Newton, Milano 1710). In filosofia segui Cartesio, pur modificando alcune sue dottrine, come quella dei rapporti tra il corpo e l'anima. In genere tentò la conciliazione di Cartesio con la scolastica (cf. il poema filosofico: Adamo ovvero il mondo creato, Siracusa 1783 ).
BISL. A. Grammatico, T. C., filosofo cartesiano, in Acta II Congressus Thamistici internationalis, Torino 1936, p. 130 sq.; S. Scime, Indagini sul pensiero del Risorgimento, Roma 1949, passim, e specialmente parte I. cap. 2.
Salvatore Scime
CAMPANA. Strumento di bronzo a forma di tazza riversa, che suona

campana - Ritorno in Belgio delle campane asportate durante la guerra 1939-43.
quando le pareti ne son percosse da un battaglia nell'interno o da un martello all'esterno. Il suo uso rimonta alla più remota antichità.
I. Storia
Il vocabolo c. secondo Isidoro da Siviglia (Origines) deriverebbe dalla Campania, dove col bronzo locale detto campanum si sarebbero fabbricate le prime c.; poiché una delle officine che le produceva si trovava a Nola, la leggenda attribuì l'invenzione a s. Paolino vescovo di quella città (409431). Simili strumenti, sia pure in dimensioni minori, esistevano certo già precedentemente, e da questi derivò la c. usata nel culto cristiano.I popoli antichi dell'Europa forse non conobbero c.; sembra invece che ne siano state fabbricate di grandi dimensioni in Oriente prima del cristianesimo: in Cina se ne fusero nel v e vi sec. e alcune ne restano ancora nei monasteri buddhisti. Quando il culto cristiano le abbia cominciate ad usare, non è possibile determinare. Vediamo, però, che sin dal sec. vi ricorrono in documenti latini le voci c. (campanns) e signum; il primo allusivo alla regione di origine, il secondo relativo all'uso cui l'oggetto era destinato, e certamente nel sec. vir erano in uso in Italia, nelle Gallie e nelle isole britanniche; secondo il Liber ordinum, anche la Spagna le conosceva da tempo.