CANTONI, CARLO. - Filosofo, n. a Groppello Cairoli (Pavia) il 12 apr. 1840, m. a Pavia l'11 sett. 1906. Studiò a Torino e in Germania (Götting) dove ebbe maestri, rispettivamente, il Bertini e il Lotze, il quale ultimo molto influì sulla formazione del suo pensiero. Insegnò filosofia teoretica all'Università di Pisa.
Il C. può considerarsi come il caposcuola del neokantismo italiano, di cui la Rivista filosofica fu, durante il periodo della sua direzione (dal 1899 alla morte) l'organo ufficiale. In polemica, sia con il positivismo e lo scientismo, sia con l'idealismo trascendente, il C., contrario ad ogni costruzione metafisica, che considerava al di là dei limiti della ragione umana, si sforzò di armonizzare, attraverso un rinnovato kantismo o «criticismo realista», l'a priori kantiano con l'esigenza empirico-psicologica del positivismo. Da un lato, «non si può concepire il mondo senza il pensiero, e questo è un elemento essenziale per cui il mondo e il reale esistono» (E. Kant, I, p. 421) e, dall'altro, il nostro pensiero presuppone «l'esistenza di un reale assoluto», fondamento necessario di ogni nostra affermazione (ibid., p. 353). È questo il motivo teoretico centrale che sta alla base dell'opera più notevole e vasta del C., E. Kant (vol. I, Milano 1879; vol. II, 1878; vol. III, 1884; 2a ed., Firenze 1893-1901), la cui importanza è quasi esclusivamente storica (è la prima completa monografia critica italiana sul Kant). Di scarso interesse l'Esposizione critica delle dottrine filosofiche del Jouffroy (Torino 1862) e il saggio G. B. Vico (1876).
CANTONI, CARLO
BIBL.: K. Werner, Kant in Italien, in Atti dell'Accad. delle scienze di Vienna, 31 (1881), pp. 338-350; articoli di A. Faggi (C. e Vico), di G. Vidari (La morale di C. C.), di B. Varisco (La teoria della conoscenza di C. C.), di A. Piazzi (C. e l'educazione nazionale), in Riv. filosof., 9 (1906, 11), pp. 565-660; G. Vidari, C. C., pref. al vol. In memoria di C. C. Scritti vari, Pavia 1908; G. Alliney, I pensatori della seconda metà del sec. XIX, Milano 1942 (con bibl.). Michele Federico Sciacca.