CANORI-MORA, ELISABETTA, venerabile. - N. Roma 12 21 nov. 1774, m. ivi il 5 febbr. 1825.
Di distinta famiglia romana fu inviata nel monastero delle Agostiniane di S. Rita, a Cassia, per essersi educata, ma ne uscì per la malferma salute dopo tre anni. Sposò nel 1796 Cristoforo Mora, dottore in medicina. Nel matrimonio Elisabetta molto soffrì per la gelosia e le infedeltà del marito, che con la sua dissipazione condusse anche la famiglia quasi alla povertà. Tutto essa sopportò con ammirabile pazienza dedicandosi alla educazione delle figliuole e a una vita di pietà, ascrivendosi al Terz'ordine trinitario. Ebbe doni soprannaturali, estasi, visioni, profezie; sopportò pure le pene della notte mistica, e soffrì assalti e vessazioni del demonio. Primo frutto dei suoi continui patimenti fu la conversione del marito che, rimasto vedovo, si fece religioso tra i Minori conventuali, dove visse e morì da buon sacerdote.
Pio IX introdusse la causa di beatificazione nel 1864 e Pio XI ne proclamò l'eroicità delle virtù il 26 febbr. 1928.
CANORI-MORA, ELISABETTA, VENERABILE
BIBL.: A. Pagani, Biografia della ven. E. C. M., Roma 1911; [C. Testore], Inviti all'eroismo, II. ivi 1942, pp. 159-64. Gennaro Moretti