CAPPELLA PAPALE

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CAPPELLA PAPALE. - Con questo nome si designano quelle sacre funzioni solenni : vesperi, mattutini, messe pontificali ed altre cerimonie sacre che si compiono dal Papa in persona o con la sua assistenza o che, lui assente, si svolgono con lo stesso cerimoniale come s'egli vi partecipasse.
A queste funzioni è ora destinata in modo particolare ed ordinario la cappella Sistina, cosi chiamata perchè eretta da Sisto IV; ma nelle solennità maggiori esse si svolgono nelle basiliche patriarcali, od in altre chiese in onore di qualche santo più venerato. Tali c. possono essere ordinarie se si svolgono secondo un calendario prestabilito; straordinarie quando sono indette per disposizione del papa in qualche circostanza speciale. In ambo i casi la Curia sospende in quei giorni la trattazione degli affari. La c. p. è composta dei cardinali, dei patriarchi degli arcivescovi e vescovi, assistenti o non assistenti al Soglio pontificio, presenti in Curia, del principe assistente al Soglio, dei quattro prelati di fiocchetto, degli assessori e segretari delle SS. Congregazioni romane, del gran maestro del Sacro Ospizio, dei protonotari apostolici, dei generali degli Ordini religiosi regolari, degli uditori della S. R. Rota, dei chierici della R. Camera apostolica, dei votanti di segnatura, degli avvocati conci. storiali, dei procuratori degli Ordini regolari e del S. Palazzo apostolico, dei camerieri e cappellani segreti ecc. I componenti la c. p. ricevono per mezzo dei cursori apostolici l'intimo ad intervenirvi. Anticamente il servizio divino con canto si teneva nel palazzo papale ogni giorno e nelle feste celebravano la Messa pontificale vescovi e cardinali secondo la solennità del giorno e vi assistevano i famigliari di palazzo, quelli dei cardinali, gli ambasciatori, i forestieri, ecc... Nell'Avvento, nella Quaresima, in certe solennità nelle c. p. si teneva pure una predica, affidata a religiosi o ad ecclesiastici, talvolta anche (specialmente negli ultimi secoli) ad alunni dei diversi collegi ecclesiastici. Durante il sec. xix il servizio liturgico in cappella cessò di essere quotidiano e si limitò ad alcune circostanze e solennità speciali; la predica si tiene nei venerdi dell'Avvento e della Quaresima e nel Venerdi santo.

BibL.: G. Moroni, Le c. p. cardinalizie e prelatizie, Venezia 1841; Annuario Pontificio per l'anno 1949, p. 833 sgg. Guglielmo Felici