CAROTO. - Due pittori di questo nome. GIOVANNI FRANCESCO (Verona 1480?-1555?) fu il miglior allievo di Liberale da Verona, e subì l'influenza del Mantegna, di Raffaello e anche di Bonifacio veronese e del Tiziano.
Nel 1501 dipinse la Madonna che cuce (pinacoteca Estense); nel 1508 l'Annunciazione, affresco in S. Girolamo di Verona; nel 1514 la Vergine col Bambino e un donatore (Accademia Virgiliana di Mantova); nel 1515 la Pietà (raccolta Fontana a Torino); nel 1527 la Strage degli innocenti (accademia Carrara a Bergamo); nel 1528 la Madonna in gloria e Santi a S. Fermo di Verona; nel 1531 la Sacra Famiglia e la Resurrezione di Lazzaro (rispettivamente nel museo e nel palazzo arcivescovile della stessa città); nel 1545 S. Orsola in S. Giorgio in Braida, pure a Verona.
Fu essenzialmente un eclettico: la Madonna che cuce mostra le forme di Liberale, appesantite da spesse ombre; l'Adorazione di Gesù del museo di Verona presenta derivazioni mantegnesche; la Madonna col Bambino nel museo Civico di Verona e la Madonna di S. Fermo accolgono la maniera raffaellesca diffusa in Verona dal Cavazzola. E Raffaello attraverso Giulio Romano si ritrova nella Sacra Famiglia e nella Resurrezione di Lazzaro.

(fot. Anderson)
GIOVANNI, suo fratello e aiuto (Verona 1488?-1566) risente della maniera giorgionesca, ma si distinse per effetti lineari e luministici, come nella Madonna con i ss. Pietro e Paolo in S. Paolo di Verona e nella Madonna con i ss. Stefano e Martino e un donatore (duomo di Verona, 1514). Grandiose sono le figure dell'uomo e della donna in preghiera nel museo Civico di Verona, quadro in cui il C. mostra una grande virtù coloristica.