Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Arte Artisti

CARPACCIO, VITTORE

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CARPACCIO, VITTORE - S. Giorgio uccide il drago - Venezia, chiesa di S. Giorgio.
CARPACCIO, VITTORE - S. Giorgio uccide il drago - Venezia, chiesa di S. Giorgio.

CARPACCIO, VITTORE. - Pittore veneziano, n. intorno al 1455, m. nel 1525 o 1526.

Secondo la tradizione il C. fu scolaro di Gentile Bellini; poi lo si volle discepolo di Lazzaro Bastiani; recentemente si è fatto ritorno alla tradizione. Benché le sue opere datate rimontino solo al 1490, sono stati identificati altri lavori certamente anteriori per caratteri stilistici. Al 1480 può farsi risalire il politico della cattedrale di Zara firmato « Victoris Carpati veneti opus ».

Le Storie di s. Orsola, condotte sulla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, sono tra le sue opere più ammirate. Questi dipinti si conservano nella galleria dell'Accademia a Venezia. Al 1490 appartiene l'Arrivo di s. Orsola a Colonia, al 1495 il Sogno di s. Orsola e l'Addio dei fidanzati ai parenti. Il più celebre di questi dipinti è il Sogno di s. Orsola, dove la deliziosa figura dell'Angelo che avanza incorporeo quasi sfiora il pavimento; e suggestivo è il contrasto tra il grande ambiente illuminato da luce chiarissima, il baldacchino altissimo del letto e la figuretta di s. Orsola abbandonata al suo calmo sonno verginale.

Al periodo stesso delle Storie di s. Orsola appartiene il Miracolo della Croce (Venezia, galleria dell'Accademia) ritenuto del 1494, nel quale il C. supera Gentile Bellini per la vivezza dell'architettura, l'animazione delle figure e l'impiego di giuochi di luci scintillanti e variate. Del 1502 sono la Vocazione di s. Matteo in S. Giorgio degli Schiavoni, pittura tutta variegata di luci e di ombre, e la Morte di s. Girolamo (ivi), che presenta una delle vedute più pittoresche del C. Famosissima è, sempre nella stessa chiesa, la tela: S. Giorgio uccide il drago, dove la crudele rappresentazione dei corpi mezzo rosicchiati ha per sfondo un incantevole paesaggio fiabesco.

Nel 1501 il C. veniva pagato per una pittura nella sala dei Pregadi; nel 1507 era associato a Giambellino nei quadri per la sala del Maggior Consiglio. Intanto, a partire dal 1504 si data il ciclo delle pitture con Storie della Vergine, per la Scuola degli Albanesi a Venezia, ora divise tra l'Accademia di Bergamo, Brera, la Ca' d'Oro e il Louvre. Del 1510 è la Presentazione al Tempio, proveniente da S. Giobbe, ora all'Accademia a Venezia, che mostra influenze giorgionesche. Nel 1511 il C. offrì a Francesco Gonzaga una veduta di Gerusalemme.

Ricordiamo ancora: La Vergine, s. Vitale e altri santi in S. Vitale a Venezia (1514); I diecimila martiri dell'Ararat (Venezia, Gallerie, 1515), su cui studiò il Tintoretto; la Madonna in trono del duomo di Capodistria (1516); la pala nel S. Francesco di Pirano (1518).

Il C. derivò sì le sue forme primitive da Gentile Bellini, ma presto le abbandonò per dare al suo stile movenze più libere e grandiose; le sue opere ultime sono cinquecentesche anche nello spirito. Nell'evoluzione della pittura veneziana il C., insieme al Giambellino, contribuì a creare, col nuovo impiego dell'aluce, quel senso del tono che è alla base di tutta la pittura di Giorgione e di Tiziano. - Vedi Tav. LIII.

SOLITARI CHE MEDITANO SU CRISTO MORTO - New York, Metropolitan Museum.
Tav. LIII SOLITARI CHE MEDITANO SU CRISTO MORTO - New York, Metropolitan Museum.(fot. Metropolitan Museum)
Bibliografia13 opere
BIBL.: G. Ludwig e P. Molmenti, V. C., la vita e le opere, Milano 1906; B. Berenson, L'enigma della Storia di s. Orsola del C., in Rassegna d'Arte, 3 (1916), pp. 1-8; L. Venturi, Contributi a Carlo Crivelli, a V. C., in L'Arte, 32 (1930), pp. 384-95; R. Longhi, Per un catalogo del C., in Vita artistica, 1 (1932); L. Vitali, C., Bergamo 1935; B. Berenson, Pitture italiane del Rinascimento, trad. it. di E. Cecchi, Milano 1936, pp. 115-17; id., I pittori italiani del Rinascimento, trad. it. di E. Cecchi, 2ª ed., ivi 1942, p. 19 sgg.; G. Fiocco, C., 2ª ed., Roma 1942; G. Lorenzetti, I due nuovi C. - I ss. Sebastiano e Pietro martire del museo Correr di Venezia, in Emporium, 40 (1943), pp. 3-13; M. Pease, New Light on an old signature, in Bullet of the Metropolitan Museum of Art, 4 (1945), pp. 1-4; R. Longhi, Viatico per cinque secoli di pittura veneziana, Firenze 1946, pp. 15-17, 61; id., Il C. e i due « Torni » della National Gallery, in Arte veneta, I, 3 (1947), pp. 188-90; N. Di Carpegna, Il restauro dei dipinti del C. di s. Giorgio degli Schiavoni, in Arte veneta, 1 (1947), pp. 67-69.

Vincenzo Golzio

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 925–926.

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Golzio, Vincenzo. “Carpaccio, vittore.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 925–926. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/carpaccio-vittore.

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Golzio, Vincenzo. “Carpaccio, vittore.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 925–926. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/carpaccio-vittore.

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