CASSIA (Κασία, Ικασία, Ελασία tutte forme facilmente riducibili all'unica, preferibile: Κασσία. Gli insulani di Κάσος la vorrebbero loro concittadina, donde Κασσιανή, peraltro senza fondamento). - Poetessa bizantina, n. molto probabilmente a Costantinopoli sulla fine del sec. VIII o nei primi anni del IX, e vissuta, sembra, fin oltre l'850.
Giovane di rara bellezza, avrebbe ottenuto, al dire di Simeone Magistros, il pomo d'oro dall'imperatore Teofilo e sarebbe divenuta sua sposa, se una risposta pronta e modesta, ma di cui l'imperatore rimase offeso, non le avesse fatto preferire la rivale Teodora. V'è chi pensa che C. fin dai primi anni avesse consacrata la sua verginità al Signore, spiegando così la risposta data all'imperatore, e ritenendola destinataria di tre lettere indirizzate a una giovane costantinopolitana, di nome C., da s. Teodoro Studita. An-
cora giovane fondò a Costantinopoli un monastero, che da lei prese nome e nel quale si ritirò, per passarvi, fattasi religiosa, il resto dei suoi anni. Le composizioni poetiche, che di lei si conservano, furono scritte in questo secondo periodo della sua vita e si dividono naturalmente in due classi: poesie profane, o Sentenze, e poesie liturgiche: Idiomeli, Irmi e un Canone intero per i defunti. Nelle prime i versi sono trimetri giambici; l'argomento molto vario; lo stile semplice, senza ornamenti e senza pretese: esse si rivelano opera di una donna di età avanzata. Le poesie religiose sono, per valore letterario, superiori alle profane e l'ispirazione poetica di C. vi si sviluppa più liberamente. Negli Idiomeli C. è autrice anche della parte musicale. Alcune di queste poesie sono passate nella innegrafia ufficiale della Chiesa greca. Oltre all'episodio, che avrebbe dovuto farla imperatrice, altri se ne raccontano, che della vita di C. fanno un romanzo, sì che, specie nel secolo scorso, ha tentato la penna di diversi romanzieri e poeti.
RUB.: Poesie di C. si trovano in Christ-Paranikas, Anthologia graeca carminum christianorum, Lipsia 1871, p. 103 sg. Krumbacher, p. 715 seg.; id., Katia, in Abhandl. der bayer. Akademie der Wissenschaften, Monaco 1897, pp. 305-70; B. A. Mystakides, in Ogulobbia, 1 (1926), pp. 247-51, 314-19. V. S. Pétridès, C., in Revue de l'Orient chrétien, 7 (1902), pp. 218-44; J. Psicharis, C. et la pomme d'or, in Annuaire de l'École des hautes études, Parigi 1910-11, pp. 1-54. Graziella Miot