CHALMERS, William. - Teologo scozzese gesuita, poi oratoriano, detto Camerarius, n. ad Aberdeen nel sec. XVI e m. a Parigi nel 1678. Studiò a Roma nel Collegio Scozzese, entrando quindi nella Compagnia di Gesù. Dopo aver insegnato filosofia a Châlons-sur-Marne, passò in Inghilterra. Nel 1625, uscito dalla Compagnia, seguì il p. de Bérulle in Francia, dove insegnò filosofia ad Angers e teologia a Saumur. Per molti anni fu associato dal vescovo di St-Malo al governo della diocesi.
Antimolinista, contro l'indirizzo comune del tempo nella Compagnia, e avversario della scienza media, sostenne con calore la dottrina tomista della premonizione fisica, che accordò con la libertà secondo il sistema del p. Gibieuf (v.). Scrisse fra l'altro: Antiquitatis de novitate victoria sive justa defensio praemotionis physicae (Fastemburg 1634); Disputationes theologicae de discrimine peccati veniali et mortalis (ivi 1639); Dissertatio theologica de electione angelorum et hominum ad gloriam (Rennes 1641).
Vito Zollini