CHIARA D'ASSISI, santa. - Fondatrice con s. Francesco dell'Ordine delle Clarisse, detto Second'ordine francescano, n. ad Assisi nel 1194 da nobile famiglia (ma non dei conti di Sasso Rosso né dagli Scifi), m. l'11 ag. 1253 a S. Damiano fuori le mura della città. L'esempio della completa rinuncia e la predicazione di s. Francesco impressionarono profondamente la nobile giovane; la quale, avvicinatasi al Santo, fu da questo istruita e confermata nel nuovo ideale della perfetta sequela della povera vita di Cristo. La notte dopo la Domenica delle Palme, il 18 marzo 1212 (non 1211), C. con una parente segretamente abbandonò la casa paterna e si recò alla Porziuncola nella pianura sottostante Assisi, dove s. Francesco con i suoi compagni la ricevette, la vesti del saio francescano e la ricoverò presso le Benedettine di S. Paolo della Bastia, e quindici giorni dopo, nel monastero di S. Angelo in Panso alle falde del Subasio. Raggiuntavi dalla sorella minore s. Agnese (v.), s. Francesco le collocò presso la chiesa rurale di S. Damiano, a pochi passi dalle mura d'Assisi, donde le monache del Second'ordine francescano al principio furono chiamate le « povere donne recluse di S. Damiano », o anche « della valle spoletana », e solamente dopo la morte della Santa, Clarisse. Cresciuto il numero delle monache, C., nel 1215, fu costituita badessa e s. Francesco abbozzò una regola (formula vitae) per loro, di cui ci è conservato qualche brano nella regola di s. C. del 1252-53. L'origine dei primi monasteri delle Damianite fuori Assisi (Firenze, Lucca, Siena, Perugia) fu opera principalmente del card. Ugolino, mandato nel 1217 legato pontificio nella Tuscia, il quale compose anche una regola per i nuovi monasteri (1218-19), forse non accettata del tutto da C. Essa che aveva abbracciato l'intero programma di s. Francesco, cioè l'assoluta povertà anche in comune, ottenne, da Gregorio IX (Perugia 17 sett. 1228), il privilegio della povertà (Seraph. legislationis textus originales, Quaracchi 1897, p. 97), documento più unico che raro, col quale il Papa dichiarava che C. non poteva essere costretta da

sione, diede l'ultimo respiro. Fu sepolta provvisoriamente in S. Giorgio finché non fosse terminata la chiesa che porta il suo nome, nella quale fu ritrovato nel 1850 il suo corpo ridotto a scheletro. Alessandro IV la canonizzò ad Anagni nel 1255. Festa il 12 ag.
Sono conservate quattro lettere di C. alla b. Agnese di Praga la cui autenticità è stata messa fuori dubbio nell'ultima edizione (Arch. franc. hist., 17 [1924], pp. 509-19). Dubbio è il testamento (Seraph. legisl. textus orig., Quaracchi 1897, pp. 272-80) e la benedizione (op. cit., p. 281 sg.).
ICONOGRAFIA. - I pittori della fine del '200 o del '300 rappresentarono spesso i fatti salienti della sua vita terrena e Giotto medesimo la raffigurò nella chiesa superiore di Assisi e in S. Croce a Firenze circondata dalle sue monache nell'atto di venerare, presso la chiesa di S. Damiano, il corpo di s. Francesco. Una sua spirituale immagine a mezza figura fu dipinta da Simone Martini nel transetto della chiesa inferiore di S. Francesco, pure in Assisi.
Più tardi s. C. venne quasi sempre raffigurata nell'atto di sorreggere l'Ostensorio rievocando il gesto coraggioso con il quale aveva saputo imporsi e cacciare da S. Damiano la soldatesca di Vitale d'Aversa che assediava Assisi. - Vedi Tav. LXXXVII.