CHIETI E VASTO, ARCIDIOCESI DI

CHIETI e VASTO, ARCIDIOCESI di. - Nell'Abruzzo, C. è capoluogo di provincia. L'arcidiocesi ha una superfice di 2500 kmq., 138 parrocchie, con 215 sacerdoti diocesani, 92 regolari, per una popolazione di 350.000 ab. tutti cattolici (1948).
C. l'antica Theate, capitale dei Marrucini, è situata su un monte alla cui base scorre il fiume Pescara. Primo documento per la diocesi è una lettera di papa Giovanni VIII a Teodorico, vescovo di Theate, del 20 nov. 879. Certo la sede episcopale vi era stabilita già da tempo e nonostante il silenzio dei documenti si può far rimontare al sec. IV. Tuttavia le affermazioni intorno all'episcopato di S. Giustino martire, patrono della città, come intorno ad una lista dei più antichi vescovi, sono senza fondamento. Estesa la sua giurisdizione su Lanciano, Ortona e V., illustrata nel '500 dal vescovo Giampietro Carafa (poi Paolo IV) fu elevata da Clemente VII nel 1526 a metropoli con suffragane Lanciano, Penne ed Atri. Nel 1570 Ortona fu creata diocesi e unità poi a Lanciano; quindi fu staccata V. (Istonio) nel 1853, che però ritenne unità a sé fino al presente. C. è immediatamente soggetta alla S. Sede.
La più illustre abbazia nel territorio di C. fu S. Salvatore alla Maiella, anteriore al sec. XI, che fu possesso della Chiesa romana, goduta poi dal Capitolo di S. Pietro; rovinò nel 1598. Degne di ricordo: l'abbazia di S. Liberatore alla Maiella con la rovine del tempio, tipico edificio romanico abruzzese del sec. XI, con alcuni affreschi superstiti; S. Pietro di Vallebona dei Celestini, del

sec. xir, che sorgeva non lungi dall'odierno borgo di Manoppello, fondata dai conti del luogo.
La cattedrale di C., sorta sopra quella antica, dedicata a s. Tommaso e a s. Giustino e di cui è rimasta la bella cripta, fu rifatta dopo il Mille; le parziali ricostruzioni posteriori sono state condotte sulle forme originarie. Notevoli: la chiesa dei SS. Pietro e Paolo innalzata sopra un tempio pagano e un discreto gruppo di chiese gotiche: S. Agata, S. Antonio e S. Francesco. Fra gli edifici sacri monumentali di V. si ricorda la cattedrale (S. Giuseppe) ricostruita nel 1896 ma che conserva dell'antica il portale e il rosone nella facciata, del sec. xili.
Nell'archivio della Curia abbondano le carte relative alle numerose abbozie non anteriori però al sec. xil

i. Quelle che interessano la Chiesa teatina sono nell'archivio Capitolare e varie in quello Municipale

Vedi Tav. XCIII.
Per la storia di V.: V. vasto.
Bib.: C. Ravizza, Memorie istoriche intarva la serie de' vescovi e arcivescovi teotini, Chieti 1830: P. Fr. Kehr, Italia pontificia, IV. Berlino 1909, pp. 267-82; Lanzoni, pp. 373-76; C. Gavini, Storia dell'architettura in Abruzzo, 2 voll., Milano-Roma 1928; Cottincau, I, col. 772; II, coll. 1714-15.

Serafino Prete