CHIESE PROTESTANTI ITALIANE

CHIESE PROTESTANTI ITALIANE. - Le cosiddette C. p. i., alcune delle quali hanno continuato la loro debole vita fino ai nostri giorni, sono le seguenti:
1) «Chiesa indipendente» o «Chiesa evangelica cristiana» (1854-65), fondata da Luigi de Sanctis (1808-69) e da Bonaventura Mazzarella (1818-89) quando ambedue si separarono dai valdesi. Per le dissensioni interne, e perché a non pochi dei seguaci della nuova Chiesa arrivava il plumitismo, introdotto in Italia da P. GUICCIARDINI, FRANCESCO (v.), il de Sanctis se ne ritornò al valdismo, e il Mazzarella, occupato in affari pubblici e privati, se ne disinteressò. Privati dei loro capi, 20 Gavazzi (v.) e con l'aiuto di vari protestanti stranieri, nel Congresso di Bologna del 1865, formarono una nuova Chiesa, cioè: 2) La «Chiesa libera italiana» (1865-89), chiamata anche «Chiesa cristiana libera», la quale durò fino alla morte del Gavazzi (1889), visse di aiuti stranieri, elargiti principalmente dal presbiteriano scozzese MacDougall, e tentò inutilmente di unirsi con i valdesi. 3) «Chiesa evangelica italiana» (1889-1905). Alla morte del Gavazzi, la Chiesa libera assunse un nome più in accordo con le altre sette protestanti e si chiamò «Chiesa evangelica italiana», e fu eretta in ente morale con decreto reale del 2 luglio 1891. Ma anche questa andò in frantumi per l'inesperienza e gli errori del suo capo Luigi Fera, ed i suoi beni furono assorbiti dalle missioni metodiste, americana e inglese, si che cessò di essere un ente morale (1905). Alcuni pochi fedeli che non vollero farsi metodisti, si costituirono in semplice associazione, che continuò (1905-99) con lo stesso nome e sotto la direzione del Notarbartolo, aiutati dalla «Italian Section in behalf of the Evangelical Church of Italy» che formava parte di una società protestante americana. Finalmente, eccettuati alcuni pochi che continuarono aggruppati con lo stesso nome, con un nuovo ordinamento si formò nel 1929: 4) La «Chiesa nazionale d'Italia protestante-presbiteriana». I seguaci di questa setta che ha una ventina di stazioni, dicono che essi rappresentano il genuino elemento protestante italiano contro i protestanti italiani affiliati a séle straniere.
A queste poco numerose Chiese, derivanti l'una dall'altra e sfocianti nell'ultima sopraddetta, conviene aggiungerne, almeno come notizia storica, alcune altre, quali la «Chiesa cattolica italiana» (v. CAMPANELLO); la «Chiesa cattolica liberale», che nel 1932 aveva un segretariato a Milano; la «Libera Chiesa cattolica», che si volle fondare dopo la pubblicazione dell'enciclica Pascendi, e la «Chiesa cattolica nazionale italiana», priva di qualsiasi importanza, della quale fu fondatore e vicario generale Luigi Prota-Giurleo.

Bibl.: L. L. Prota-Giurleo, La Chiesa cattolica nazionale italiana, Napoli 1875; J. M. Lloyd Thomas, Una Libera Chiesa cattolica, trad. di G. A. S. Fantoni-Sellon, Firenze 1908; C. Rivelli, I protestanti in Italia, 2 voll., Isola del Liri 1936-38.

CAMPELLO