CLAUDE, JEAN. - Teologo e polemista calvinista, n. a La Sauvetat (Agenois) nel 1619, m. all'Aja nel 1687. Figlio e nipote di pastori calvinisti, e pastore egli stesso, fu ministro a La Treine nel 1645, passando l'anno seguente a St-Affrique con lo stesso ufficio e nel 1654 a Nîmes dove insegnò inoltre teologia. Nel sinodo calvinista di Nîmes del 1661 si oppose alla proposta del governatore del Languedoc, di unione tra riformati e cattolici. Gli fu per questo interdetto l'esercizio del suo ministero in tutto il Languedoc e nello stesso anno si recò a Parigi per difendere la sua causa; ma invitato nel 1662 dai protestanti dell'importante centro di Montauban, accettò l'incarico di ministro e professore di teologia. Obbligato, dopo 4 anni, a ritirarsi anche da questa città, ritornò a Parigi nel 1666 e accettò la cura del gruppo di riformati di Charenton, dove rimase fino alla revoca dell'editto di Nantes nel 1685.
Il tempo della sua permanenza a Montauban e a Parigi fu il più fecondo della sua vita polemica. In occasione della conversione del maresciallo Turenna, che aveva difficoltà sul mistero dell'Eucaristia, i due giansenisti Nicole e Arnaud ed il p. Nouet pubblicarono alcuni trattati sulla presenza reale e sulla transustanziazione; contro di essi scrisse il C., attaccandoli e opponendo la dottrina calvinista. I protestanti lodano molto questo lavoro, ma lo scrittore Jean de Manoir nell'Eucharistie défendue lo confuta, valendosi contro il C. degli stessi argomenti adottati da lui. Scrisse pure il C. in questo tempo la Défense de la Réformation, contro il libro di Nicole Prégnégés légitimes contre les calvinistes; ma quella, più che difesa del calvinismo, è una collezione di dati storici interpretati
secondo il criterio calvinista ed una enumerazione di veri o pretesi abusi introdottisi nella Chiesa, elementi coi quali egli tenta di legittimare la riforma. A questo tempo si devono pure attribuire vari scritti del C. sullo stato della Chiesa riformata in Francia e la relazione della sua conferenza con Bossuet; questi ne scrisse un'altra più completa, alla quale il pertinace polemista calviniano non mancò di controbattere.
Mentre era ministro a Charenton, fu revocato nel 1685 l'editto di Nantes: per cui il C. si rifugiò in Olanda ove fu ricevuto con onore dal principe di Orange, futuro re d'Inghilterra, che gli assegnò pure una pensione; due anni dopo morì all'Aia. Ma prima di morire scrisse ancora in difesa dei suoi correligionari Les Jéguistes des Protestants cruellement opprimés dans le Royaume de France.
Oltre le opere citate, gli altri suoi scritti, ascetici, teologici e lettere, furono pubblicati in 5 voll. dal nipote Giovanni Giacomo Claude ad Amsterdam nel 1688-89.