CHEMNITZ, MARTIN. - Teologo protestante tedesco, uno dei maggiori rappresentanti della dottrina luterana, donde il soprannome di alter Martinus (Lutherus). N. a Treuenbrietzen nella marca di Brandeburgo il 9 nov. 1522, m. a Brunswick l'8 apr. 1596. Da giovane (1539-46) studiò soprattutto matematica, astronomia e lingue classiche. Nominato bibliotecario a Königsberg (1550) dal duca Alberto di Prussia, si dedicò allo studio dei Padri e della teologia dommatica. In seguito fu predicatore (1554) e soprannotendente (titolo equivalente a quello di vescovo) a Brunswick (1567), fino alla morte.
Ch. si affermò specialmente come dommatico con una lunga serie di pubblicazioni, che lo pongono in
primo piano tra i teologi protestanti del sec. XVI. Nell'opera Examen Concilii Tridentini quadripartitum (Francoforte 1563-73), impugna i decreti del Concilio di Trento. Altre opere principali sue: Fundamenta sanae doctrinae de vera et substantiali praesentia, exhibitione et sumptione corporis et sanguinis Domini in coena (Lipsia 1561); Theologiae Jesuitarum brevis ac nervosa descripto; Loci theologici, in quibus Philippi Melanchthonis loci communes rerum theologicarum perspicue explicantur (Francoforte 1591). Il suo nome è pure associato al Corpus doctrinae Prætenicum e alla Formula concordiae. Benché discepolo e amico di Melantone, sostenne la dottrina luterana intorno alla Cena, ripudiando e combattendo la corrente criptocalvinista e il Corpus doctrinae Philippicum. Cercò tuttavia di mitigare la dottrina dell'ubiquità, attribuendo alla natura umana di Cristo un'onnipresenza soltanto relativa (multivalipraesentia), dipendente cioè dalla libera volontà dell'Uomo-Dio, il quale può ed è realmente presente « ubicumque, quandocumque et quomodocumque vult ».