CIRILLO di SCITOPOLI. - Uno dei migliori agiografi greci, conosciuto soprattutto per la cura che pone nel documentare e nel precisare la cronologia con tutti i mezzi a sua disposizione. N. a Scitopoli, anticamente Bethsan, oggi Bejsán, in Samaria, verso il 524. I suoi pii genitori davano spesso ospitalità ai monaci di passaggio. Nel 530 il più illustre di questi ospiti, S. Saba, dichiarò suo discepolo il piccolo C., di cui fu determinata da allora la vocazione. Nel 543 C. ricevette la tonsura monastica, si recò a Gerusalemme, dove assistette alla dedicazione di S. Maria Nuova, poi visitò Giovanni l'Esicasta al Grande Monastero. Malgrado il consiglio che gli fu dato da quest'uomo di esperienza, il giovane C. non entrò nel cenobio di S. Eutimio, ma, vittima di quel desiderio ardente di solitudine che anima tutto il monachismo orientale, si diede alla vita di anacoreta nel monastero di Calamone (delle canne) sulle rive del Giordano. Ma una malattia lo colpì come un castigo per la sua presunzione. Riacquistò la salute mettendosi in cammino per S. Eutimio nel luglio del 544. Era il periodo delle contese originarie in Palestina. Quando i monaci eterodossi furono cacciati dal Nuovo Monastero, C. fu nel numero dei religiosi ortodossi designati per andare a ripopolarlo (21 luglio 555). Due anni dopo egli passò nel monastero di S. Saba. L'opinione corrente che egli sia morto fin dal 558 non si basa che su un argomento e silentio di scarsissimo consistenza.
Per le precedenti edizioni delle opere di C., consultare S. Vailhé, s. V. in DTHC, III, 11, col. 2581. Irene Hausherr