CLAUDIUS, MATTHIAS. - Poeta e scrittore prote-
stante, n. a Reinfeld il 15 ag. 1740, m. ad Amburgo il
21 genn. 1815. Compiuti gli studi universitari a Iena,
visse a Copenhagen, Amburgo e Wandsbeck, ove
fondò e diresse per quattro anni il noto giornale
Wandsbecker Boten, cercando di diffondere con esso
una cultura morale e cristiana.
Il suo atteggiamento politico-morale verso la Rivo-
luzione Francese fu di netta opposizione: esaltatore
dell'uomo pio, modesto, vide nella Rivoluzione la di-
struzione della legge dell'amore e l'esaltazione dell'odio
e della brutalità degli istinti. Spirito profondamente
dominato dal suo misticismo pietista, creò poesie di
una liricità melodiosa e immediata che son divenuto do-
minio comune del popolo tedesco come canti popolari.
Egli stesso riassume in una delle sue più note poesie la
sua semplice, ma sicura fede religiosa: «L'uomo vive ed
esiste solo per breve tempo... Uno solo è eterno... e noi
siamo nelle sue mani». La sua attività di prosatore e di
scrittore di edificazione non fu senza influenza sul rin-
novamento dello spirito religioso persino nei circoli cat-
tolici austriaci nel secondo decennio del sec. XIX.
Veg u. seine Welt, Berlino 1934. Alda Manghi-
CLAUSEL de MONTALS, CLAUDE-HIPPOLYTE. -
Vescovo, n. a Couseruges (Aveyron) il 5 apr. 1769,
m. il 1° apr. 1857. Fuggito da S. Sulpizio al tempo
della presa della Bastiglia, fu in seguito messo in pri-
gione. Eloquente oratore, fu predicatore di corte al
tempo di Luigi XVIII. Cappellano della duchessa di
Angoulême, tessé l'elogio funebre del duca di Berry
(1820). Era canonico onorario di Amiens, quando fu
promosso vescovo di Chartres (1824); vi rinunziò poi
nel 1851. Campione della libertà, la rivendicò sia pe:
l'insegnamento, sotto il governo di Luigi Filippo, pub-
blicando in proposito una ottantina di opuscoli in
uno stile diffuso, talora immaginoso né sempre chiaro;
per la Chiesa di Francia, facendosi notare come as-
sorte quasi fanatico del gallicanesimo; se ne moderò
poi e si ricredette in seguito. Amico di Lamennais,
ne combatté poi le dottrine, come combatté l'ecclet-
tismo filosofico, che riteneva particolarmente nefasto
per i giovani.
Di lui si ricordano: Réclamation en faveur de l'Eglise
de France (Parigi 1817); Le concordat justifié (ivi 1818);
Coup d'oeil sur l'Eglise de France (ivi 1818); La religion
éprouvée par la Révolution (ivi 1818); Instruction pastorale
au sujet des attaques livrées dans ces derniers temps à la re-
ligion et à ses ministres (ivi 1826); Lettre à un de ses diocé-
sains sur un écrit de M. de Lamennais (ivi 1826); Réponse
aux quatre concordats de M. de Pradt, ancien archevêque
de Malines (ivi s. d.).
Hutter, V, 1275, nota; Anon., s. V. ENOCH. Eur-Americ., XIII,
p. 711.