CLEMENTE XI, PAPA. - Giovanni Francesco Albani, n. ad Urbino il 23 luglio 1649, fu educato a Roma e non fu estraneo al circolo della regina Cristina di Svezia. Nominato segretario dei brevi nel 1687, fu da Alessandro VIII creato cardinale di S. Maria in Aquiro il 10 apr. 1690.
Fu eletto pontefice il 23 nov. 1700. Ebbe un pontificato travagliato, perché, scoppiata la guerra di successione di Spagna, ciascuna delle due potenze opposte, Francia ed Impero con i loro alleati, pretendeva di avere
il Papa dalla propria parte. L'imperatore Giuseppe e Filippo V di Spagna richiamarono i loro ambasciatori da Roma interrompendo le relazioni con il Papa, anzi l'imperatore fece molestare gli Stati della Chiesa dalle sue milizie.
I trattati di Utrecht, Rastadt e Baden (1712-14) fissavano nelle linee generali l'assetto della Europa senza tener conto dei diritti del Papa; anzi il nuovo imperatore Carlo VI non mancò di avanzare nuove preteze. Migliori sorti invece segnavano per la cristianità le vittorie conseguite in Ungheria dal principe Eugenio e dai veneziani sotto Corfù e nel Peloponneso, alle quali non mancò il contributo del Pontefice. Attraversò tutto il pontificato di C. un appassionato dibattito sulle questioni giansenistiche. Si cominciò nel 1701 con il famoso caso di coscienza: se poteva cioè essere assolto colui che professasse essere sufficiente l'osequioso silenzio sulle condanne del giansenismo, senza che gli si dovesse richiedere anche l'assenso interno. Il Papa condannò tale asserzione con la bolla Vineam Domini del 16 luglio 1705. Emanò l'8 sett. 1713 la bolla Unigenitus con la quale

C. morì il 19 marzo 1721, e fu sepolto in S. Pietro.
- Vedi Tav. CXIX.