CLICHTOVE, JOSSE. - Umanista e teologo, n. a Newport nel 1472 o nel 1473, m. a Chartres il 22 sett. 1542. Dall'inizio del sec. XVI figura fra i più rinomati dottori di Parigi. In stretti rapporti con Le Fèvre d'Étaples, suo maestro, e con i circoli umanisti francesi, ne condivise le idee e favori i propositi di riforma delle scienze sacre e della vita cristiana.
La pubblicazione del suo Elucidatorium nel 1516 gli suscitò contro l'opposizione della Sorbona e lo coinvolse per quattro anni nelle polemiche fra la Sorbona e i primi riformatori francesi. Il dubbio d'esser caduto in errore - era avvenuta nel frattempo la condanna di Lutero - e il timore di venire implicato nella condanna che incombeva su Le Fèvre d'Étaples, lo portarono a rigettare i suoi principi novatori e ad accostarsi alla Sorbona. Negli anni dopo il 1520 dedicò tutta la sua attività alla polemica contro i luterani e all'azione contro i novatori in Francia. Dal 1527 si ritirò a Chartres con l'ufficio di canonico teologo, e ebbe ancora una parte rilevante nella celebrazione del Sinodo di Sens riunito a Parigi dal card. Duprat nel 1528. C. fu uno dei più fecondi scrittori del suo tempo. Il carattere delle sue opere è diverso secondo i diversi momenti della sua vita. Pubblicò dapprima un buon numero di trattati classici di contenuto prevalentemente retorico e filosofico; poi una grande serie di scritti patristici ed esegetici editi con l'intento di cercare un rinnovamento della teologia tradizionale; seguirono le discussioni con la Sorbona (1516-20), e, più noti di tutti, gli scritti antiulterani. Inoltre una larga produzione di opuscoli morali, ascetici, liturgici e esegetici si estende lungo tutta la sua vita. C. non è uno dei massimi uomini del sec. XVI, tuttavia interessa perché la sua opera riassume e riflette in maniera complessiva tutte le correnti spirituali del suo tempo.