CONVERSANO, diocesi di. - Suffraganea di Bari, forse sorta nell'antica Norba; fu colonia romana, quindi municipio, poi occupata prima dai Bizantini e in seguito dai Goti. Misura 650 kmq.; conta 18 parrocchie servite da 95 sacerdoti diocesani e 15 regolari; ha una popolazione di 100.000 ab., tutti cattolici (1948).
L'origine della diocesi di C. non è anteriore al sec. VII. I più antichi documenti, che peraltro riguardano l'abbazia di S. Benedetto, rimontano al sec. IX, ma è verosimile che l'erezione della sede vescovile sia avvenuta durante il dominio longobardo, allorché la cittadina divenne un castrum compreso nel ducato di Benevento. Sono dunque da escludersi i primi due vescovi della serie dell'Ughelli: Simplicius del 487 e Hilarius del 501; l'uno essendo il prodotto di leggende e l'altro da assegnarsi a Tempsa dei Bruzi e non a C. Degli altri prelati sono degni di menzione: Sasso, sotto il cui episcopato il celebre monastero di S. Benedetto, al quale nel 1087 Goffredo, nipote del Guiscardo, aveva donato il vico Castellano (o di Castellana), fruisce di numerosi privilegi da parte di Pasquale II (1110); e Casio o Cafisio, che

Si crearono così due diocesi in una, determinando una situazione che, qualche secolo dopo, generò una continua tensione tra il vescovo di C. e il clero di Castellana da un parte e il diritto abbaziale dall'altra. Tuttavia solo nel 1810, con decreto del napoleonide Murat, confermato con bolla De ulteriori da Pio VII, venne abolito tale privilegio. Un altro presule infine, Romolo de Valenti (1561-79), è ricordato come uno dei padri del Concilio di Trento; Casimiro Gennari, poi cardinale, che in C. iniziò il suo periodico (1882-97) Monitore ecclesiastico (v.).
Il monumento più interessante è la Cattedrale romanica (metà sec. XIII), rinnovata negli ultimi decenni del '300 e poi quasi distrutta dall'incendio del 1913. Restano i muri perimetrali e la facciata con il portale lombardo, la cui lunetta ha una Madonna tra due angeli. Oltre all'antica abbazia di S. Benedetto con la chiesa omonima e il piccolo chiostro con motivi musulmani, sono da segnalare i frammenti di affreschi trecenteschi della gotica chiesa di S. Maria dell'Isola e la singolare chiesetta duecentesca di S. Caterina fuori le mura a pianta poligonale con quattro absidi radiali, motivo tipico dell'architettura siriana.