CORRETTORI. - Scritti polemici di Francescani e Domenicani intorno alla dottrina di s. Tommaso nei 25 anni dopo la sua morte.
Il francescano Guglielmo de la Mare rilevò nel suo Correctorium fratris Thomae (1278) da varie opere dell'Aquinate 118 proposizioni, che rifiutò opponendo all'aristotelismo tomistico le soluzioni dell'agostinismo tradizionale. I Domenicani chiamarono questo scritto Corruptorium e gli opposero, in difesa della dottrina di s. Tommaso, varie opere intitolate Correctorium corruptorii. Ci fu anche una replica francescana ad una di esse. Questo letteratura dei c. ha valore cospicuo per la conoscenza storica delle dottrine filosofiche proprie di s. Tommaso e della prima scuola tomistica.
L'opera di Guglielmo si presenta in tre stati, indicanti una successiva elaborazione: 1) le Declarations, breve censura di 60 articoli, capace di essere scritta in margine alle opere di s. Tommaso; 2) il Correctorium di 118 articoli, edito insieme al c. Quare (v. sotto); 3) una revisione aumentata di questo, che fa passare il numero degli articoli da 109 (esclusi i 9 contro il Comm. alle Sentenze) a 138. Le risposte domenicane, le quali si riferiscono tutte al Correctorium nel suo secondo stato, sono: 1) il c. Quare (ed. P. Glorieux, in Bibl. thomiste, IX, Kain 1927) scritto probabilmente da Riccardo Clapwell (secondo il Pelster, da Tommaso di Sutton), poco tempo dopo l'opera di Guglielmo; 2) il c. Circa (ed. J. P. Muller [Studia Anselmiana, 12-13], Roma 1941) di Giovanni Quidort di Parigi, scritto negli aa. 1282-84, incompleto; 3) il c. Sciendum di Roberto di Colletorto; 4) il c. Quaestione (incompleto), di autore non ancora determinato, tuttora inediti; 5) l'Apologeticum veritatis contra Corruptorium (ed J. P. Muller [Studi e Testi, 108], Città del Vaticano 1944) di Ramberto de' Primadizzi di Bologna, composto nel 1287-99, ove si discutono, nel quadro dello scritto di Guglielmo, argomenti antinomialici di Enrico di Gand e di Egidio Romano.