CRISTINA DA SPLETO, BEATA

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CRISTINA da SPLETO, beata. - Agostina Camozzi, n. a Porlezza, sull'inizio del sec. XV. Sposatasi non ancora ventenne e rimasta vedova poco dopo, si abbandonò per alcuni anni alle vanità e ai piaceri disordinati della carne. Convertitasi sinceramente a Dio, si diede a pellegrinare per i principali santuari d'Italia, e a vivere da penitente austera nel Terz'ordine regolare di S. Agostino, al quale, impostosi il nome di C., fu aggregata in Verona. Mutò spesso monasteri per la sua residenza, sempre allo scopo di vivere sconosciuta, con il pensiero soltanto di scontare i suoi falli e di crescere nell'amore di Dio. Ricca di meriti, m. a Spoleto il 13 febb. 1458. Acclamata per santa sin dal tempo della sua morte, il culto crebbe attraverso i secoli, e la Chiesa lo ratificò ufficialmente sotto il pontificato di Gregorio XVI.

Bibl.: Summarium approbationis cultus ven. Christinae de Vice-Comitibus, Roma 1834; N. Concetti, De b. Christina a S., in Analecta Augustiniana, V, Roma 1914, pp. 457-65.

CRISTINA, santa - S. C. e s. Nicola di Bari. Affresco del Cristina, s. XV - Bolsena, chiesa di S. Cristina.

I « misteri » che ricevono, col succedersi degli animi naturali adattamenti al gusto e alle circostanze, non risalgono più in là del sec.

XVII. Forse lo spunto fu offerto dalla tragedia sacra La trionfatrice Christina del canonico Gasparo Licco, rappresentata con grande successo a Palermo il 25 luglio 1583, e che ebbe fortuna e diffusione

Vedi tav. LVIII.

Bibl.: C. Ricci, Santa C. e il lago di Bolsena, Milano 1928; F. R. Battaglini, C. di Bolsena, canti, Pompei 1932.