attestata unicamente da s. Giovanni Damasceno (Harees, XCIII: PG 94, 757) e da Costantino Coprolino in un passo citato da Niceforo di Costantino poli (Antirrhetica, I, 34: PG 100, 288).
Essi ritenevano che Gesù Cristo, dopo la sua resurrezione, avesse abbandonato l'anima e il corpo e fosse salito al cielo con la sola divinità: l'Incarnazione quindi veniva ridotta ad una unione puramente temporanea della persona del Verbo con la natura umana. Teodoro di Cristo informa che alcuni euchiani professavano dottrine di questo genere (Dial., II: PG 83, 164-65): non è impossibile che costoro siano gli stessi C. di cui parla il Damasceno. In tal caso bisognerebbe collocare questi eretici verso la metà del sec. V. BIBLICA.: W. Smith e H. Wace, Dictionary of Christian biography, I, Londra 1877, p. 495; G. Bareille, Christolytes, in DTHC, II, coll. 2417-18.