DANZANTI

DANZANTI. - Seguai di una setta fanatica apparsa nella seconda metà del sec. XIV nel Belgio fiammingo e nella Renania. Furono così denominati a motivo delle danze smodate che li caratterizzano. Numerosi cronisti dell'epoca, tra i quali Radolfo de Rivo (m. nel 1483), ci forniscono notizie molto particolareggiate intorno a questo strano movimento. Sono concordi cotesti scrittori nel segnalare la presenza di tale setta per la prima volta ad Aix-la-Chapelle verso il 1374.

Si trattava di una turba di persone d'ambo i sessi, proveniente dall'alta Germania, la quale, presa da una furiosa mania di ballare, eseguiva danze dappertutto, penetrando perfino nelle chiese e profanando gli altari. Il movimento contagioso si propagò soprattutto nella città di Liegi e nei suoi dintorni, tanto che in breve tempo si poterono contare molte migliaia di d. Il volgo senz'altro attribuì la colpa di tali fenomeni al clero concubinarlo del luogo, accusandolo di avere malamente somministrato il Battesimo, né mancò qualche fanatico che propose il massacro di tali preti. Un rimedio efficacissimo per guarire queste persone fu trovato applicando ad essi gli esorcismi della Chiesa, preceduti dalla lettura del primo capitolo di s. Giovanni, o mostrando loro l'Ostia consacrata, oppure facendo loro bere acqua benedetta. Combattuto in tale maniera, dopo breve tempo il movimento pressoché scomparve e fenomeni di questo genere divennero sempre più rari. Dapprima questi d. vennero chia-

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DANZICA - Lettera del card. Girolamo Colonna relativa a questioni riguardanti il monastero cistercense di S. Maria del Paradiso in D. al nunzio apostolico Mario Filonardi (Roma 28 ag. 1639) - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 8473, f. 310.
(fot. Biblioteca Vaticana)
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DANZA MACABRA - Pianeta in velluto nero con figurazioni della d. m. (sec. XVI) - Mons. chiesa di S. Nicola.
(fot. Jules Messiaen)
mati «d. di s. Giovanni»; a partire dal 1418 invece si chiamarono «d. di s. Vito», perché per poterli guarire dalla loro mania, si introducevano in una cappella dedicata a questo Santo, nelle adiacenze immediate di Saverne.

A torto qualcuno volle classificare questi d. fra le numerose sette eretiche di quel tempo: nessuna eresia specifica infatti può venire loro imputata. A giudicare dal carattere contagioso delle loro danze, si dovrebbero piuttosto considerarli come malati di isterismo. Molto verosimilmente però alcuni di questi fenomeni rappresentano casi di vera possessione diabolica, perché soprattutto attraverso gli esorcismi i d. ottenevano la guarigione del loro stato anormale.

BIBL.: Radolfo de Rivo, Gesta Pontificum Leodiensium, inserito da J. Chapeauville in Gesta Pontificum Tongressium, Trajectorium et Leodiensium, III, Liegi 1616, pp. 19-22; P. Fredericq, De secten der Gesselaars en der dansers in de Nederlanden, Bruxelles 1899; G. Bareille, Danseurs, in DThC, IV, coll. 134-36. Guglielmo Zannoni
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“DANZANTI.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 721. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/danzanti.