DAMIANITI. - Setta dei secc. VI-VII, così chiamata dal patriarca monofisita di Alessandria, Damiano (578-604), che si ispirava al monofisismo severiano. L'errore che gli si rimproverava e che causò uno scisma tra i monofisiti di Egitto e quelli di Antiochia, si riferisce alla Trinità.
Damiano faceva già la distinzione che faranno più tardi i nostri scolastici latini tra il conceptus in ed il conceptus ad per definire la persona divina. Egli insegnava che questa, presa come persona, è costituita dalla proprietà ipostatica, che è quanto dire la relazione opposta, il conceptus ad di Gaetano. Unita alla natura divina, con la quale si identifica del resto nella realtà, la proprietà ipostatica diviene la persona concreta, che è Dio. Dio Padre è la relazione di paternità con la natura divina. Dio Figlio è la relazione di filiazione con la medesima natura divina. Nulla che non sia ortodosso in tutto questo.
Lo spirito polemico, unito a questioni personali, confuse ogni cosa. Si disputava sulle parole; ma attraversò la logomachia copti e siri finirono senza dubbio per intendersi, ed al Sinodo d'Alessandria del 616 sugellarono l'unione.
I d. furono anche chiamati «tetraditi» poiché Damiano mostrava di voler introdurre nella Trinità una quarta ipostasi, dicendo che ogni persona partecipava all'essenza comune della divinità.