CRITOGRAFIA. - È lo studio delle scritture segrete o convenzionali e dissimulate, impiegate da due o più corrispondenti per occultare in tutto o in parte il contenuto dei dispacci a chi ne venga in possesso illecitamente. Si ha quindi una c. militare, diplomatica, commerciale (bancaria) ecc.
La c. è antichissima; se ne valsero gli Spartani, i Cartaginesi, Giulio Cesare. L'uso antico ebbe seguito ancora nel medioevo, quando il sistema più comune era quello bizantino, consistente nella trasposizione delle lettere dell'alfabeto. In questa maniera le lettere venivano divise in tre sezioni: α-β; κ-π; σ-ω. La prima lettera di ogni gruppo veniva scambiata con l'ultima; la seconda con la penultima; la terza con la terz'ultima e così via. Le lettere intermedie, e cioè 1 e ρ venivano rappresentate la prima con il koppa 4 e la seconda con il sampi 3. Le lettere centrali dei singoli
gruppi, e cioè ε, ν, ρ rimanevano le stesse. Tale sistema fu molto in voga nelle sottoscrizioni delle iscrizioni e dei codici, come è possibile vedere nei molti esempi dei secc. IX-XIV. Ad es., s. Nilo Iuniore, fondatore della badia di Grottaferrata, nel suo codice B. a. XX, si sottoscrive Νεχολχ invece di Νεβλω.
All'incontro la c. fu particolarmente sviluppata dalla diplomazia del Rinascimento; decadde alla fine del sec. XVIII e nel XIX, riprese nuovo vigore dopo la guerra franco-prussiana del 1870. Oggi è divenuta una scienza alla quale contribuiscono matematici di altissimo valore. Fra i classici della c. vanno ricordati Leon Battista Alberti, G. B. della Porta (De furtivis literarum notis, Napoli 1563), Gerolamo Cardano (De subtilitate, Lione 1554), il Tritemio (Polygraphia, Francoforte 1550 e Steganographia, ivi 1606-22), Blaise de Vigenère (Traicté des chiffres ou secrètes manières d'escrire, Parigi 1586). Oggi l'invenzione di nuovi sistemi crittografici, teoricamente illimitata, subisce invece i limiti imposti dall'uso del telegrafo e radiotelegrafo, mentre le scritture dissimulate (con inchiostri simpatici e simili) sono usate solo nello spionaggio, da associazioni illegali (anarchici ecc.).
In c. si distinguono: la cifratura, fatta dal mittente del dispaccio e che consiste nel trasformare il testo chiaro in testo segreto o cifrato (crittogramma), secondo le regole convenute tra lui e il suo corrispondente; la decifrazione, fatta dal destinatario del dispaccio, che consiste nel trasformare il crittogramma ricevuto nel testo chiaro originale secondo le regole convenute (lavoro inverso del precedente); la decrittazione, fatta da chi non è il destinatario del dispaccio e che consiste nel trasformare il crittogramma intercettato in testo chiaro senza conoscere le regole convenute tra i corrispondenti.
I sistemi crittografici possono classificarsi in tre gruppi: a trasposizione, a sostituzione, misti.
I sistemi a trasposizione spostano le lettere del testo chiaro, secondo una figura geometrica o una chiave in modo da ottenere un testo incoerente.
Così si abbia, ad es., l'espressione « abbiamo ricevuto », da crittografare, e sia la chiave letterale la parola « Carlo », quella numerica la cifra 21.534, che contiene tutti i numeri da 1 a 5 con un ordine diverso da quello normale di successione. Si disporrà allora la frase da crittografare sotto la parola-chiave, ottenendone 3 parole di cinque lettere nel modo seguente:
CARLO
abbia
morice
evuto
Sostituita alla chiave letterale la chiave numerica (21.534), si formano altre 3 parole di cinque lettere, prendendo queste nella loro disposizione verticale, dall'alto in basso, secondo

CRITOGRAFIA - Firma autografa crittografica di s. Nilo (1ª col., penultima riga) fondatore della badia di Grottaferrata.
Codex Crypt. B. a. XX. f. 59° (inizio sec. XI).
l'ordine indicato dalla successione normale dei singoli numeri che formano la cifra-chiave. Si avrà allora:
| 2 1 5 3 4 | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |
|---|---|---|---|---|---|
| a b b i a | b | a | i | a | b |
| m o r i c | o | m | i | c | r |
| e v u t o | v | e | t | o | u |
e quindi il crittogramma BOVAM EIITA COBRU.
I sistemi a trasposizione possono usarsi con speciali griglie (del Cardano, del Sacco), complicarsi con doppie trasposizioni e possono dare crittogrammi veramente difficili a decrittare.
I sistemi a sostituzione sostituiscono ad ogni lettera o sillaba o parola o intera frase del testo chiaro: una lettera o un gruppo di lettere, una cifra o un gruppo di cifre. Nel XVI sec. si usò talvolta sostituire segni di apparenza cabalistica, presto abbandonati per l'incomodo uso. Sono i più efficaci a rendere oscuro il testo, ma hanno l'inconveniente di richiedere l'esistenza di un cifrario scritto, che può cadere in mano del decrittatore. Ve ne sono tre tipi:
a) sostituzione monoalfabetica; ad ogni lettera del testo chiaro si sostituisce un'altra lettera (la successiva, la corrispondente nell'alfabeto disposto in senso inverso e così via). Impiegando invece di lettere coppie di cifre, si possono sostituire ad ogni lettera chiara più bicifre ed istituire alcune omofone e nulle.
| A | B | B | I | A | M | O | R | I | C | E | V | U | T | O |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 18 | 24 | 11 | 02 | 05 | 20 | 84 | 99 | 87 | 01 | 64 | 03 | 22 | 37 | 98 |
| omofone | ||||||||||||||
| nulla |
Con questo sistema, se bene impiegato, si ottengono crittogrammi di difficile decrittazione;
b) sostituzione polialfabetica (inventata dal Della Porta, perfezionata dal Vigenère e dal Delastelle). Ad ogni lettera del testo chiaro si sostituisce un'altra lettera ricavata da alfabeti sempre diversi, disposti cioè in ordine diverso dal normale; in altri termini, se bisogna cifrare la parola ROMA, la R sarà sostituita da una lettera ricavata dal I alfabeto cifrario; la O dal II, la M dal III, la A dal IV. Per impiegare questi sistemi occorrono speciali tavole e chiavi. Sui medesimi sistemi sono basate le moderne macchine crittografiche che li complicano con un numero enorme di chiavi e di alfabeti cifrati coi quali si ottengono milioni di combinazioni diverse;
c) repertori o codici; ad ogni lettera o parola del testo chiaro si sostituiscono gruppi di lettere o di cifre scelti in un repertorio che può essere delle dimensioni più svariate, da quelle di un foglietto tascabile a quelle di un grosso dizionario.
I sistemi misti risultano dall'uso promiscuo di quelli a trasposizione e a sostituzione.
Tutti i sistemi possono essere variamente complicati all'infinito; si deve solo porre cura che la complicazione sia sostanziale e non apparente, e che non generi possibilità di errori nella cifratura e decifrazione.
Decrittazione - Mentre la cifratura può dirsi una scienza, la decrittazione può dirsi un'arte, perché, pur basata su alcune regole matematiche e linguistiche, si affida soprattutto all'intuito e all'abilità del decrittatore. La decrittazione, antica quanto la cifratura (si cita un trattatello di decrittazione di Cicco Simonetta, il segretario di Francesco e Galeazzo Sforza, vissuto dal 1410 al 1480) spinge la cifratura a continui progressi; tanto che oggi, nella segretezza offerta dai sistemi crittografici, non si cerca più l'indecrittabilità in senso assoluto, ma la resistenza alla decrittazione per un periodo di tempo più o meno lungo secondo l'importanza e indole del dispaccio
La decrittazione si basa su tre nozioni che il decrittatore deve possedere: a) conoscenza dell'argomento trat-
tato nel dispaccio (eventuale); b) conoscenza, quindi, del tipo di linguaggio (diplomatico, militare, commerciale) e delle formole o parole o frasi che possono ricorrere; c) conoscenza statistica della lingua usata. Per statistica della lingua si intende, nel nostro caso, la frequenza secondo la quale in ciascuna lingua o meglio ancora in ciascun tipo di linguaggio ricorrono le lettere e certi aggruppamenti di lettere o certe parole (congiunzioni, verbi ausiliari, ecc.). In genere, quanto più lungo è il crittogramma, tanto più la statistica dei suoi elementi si avvicinerà alla statistica della lingua e tanto meno difficile ne sarà la decrittazione; più crittogrammi cifrati con lo stesso sistema si considerano a tal fine come un crittogramma unico. Vi sono però sistemi dei quali la decrittazione può tentarsi anche disponendo di soli 30 o 40 elementi.
Ad es., sia il crittogramma (sostituzione monoalfabetica) 11. 22. 11. 08. 18. 38. 19. 43. 27. 19. 21. 39. 38. 27. 36. 18. 27. 41. 27. 39. 38. 11. 36. 18. 19. 36. 34. 11. 21. 27. 11. 36. 29. 08. 29. 34. 11. 24. 30. 11. 36. 36. 27. di cui si sappia con certezza soltanto che la lingua impiegata è l'italiana.
Facendo la statistica delle bicifre per conoscere la loro frequenza assoluta e percentuale e da quale bicifra ognuna di esse è seguita, si osserva che 36 è seguito da 36, che cioè 36. 36. sostituiscono una doppia, che in italiano non può essere altro che una consonante e quindi 11 e 27 devono essere due vocali. Si vede ancora che 39 si ripete due volte seguito da 38, mentre 38 si trova una volta preceduto da altra bicifra; perciò è probabile che si tratti di una sequenza obbligata e allora il 39 sarà Q e il 38 U. Si osserva anche che la massima frequenza è data da 11 (ben 7 volte) e da 27 (ben 6 volte su 43 bicifre); dalle tavole delle frequenze per la lingua italiana si deduce quindi trattarsi rispettivamente di E ed I.
Si può quindi cominciare ad operare le sostituzioni:
11.22.11.08.18.38.19.43.27.19.21.39.38.27.36.18.27.41
e e u i q u i
27.39.38.11.36.18.19.36.34.11.21.27.11.36.29.08.29.34.
i q u e e i e
11. 24. 30. 11. 36. 36. 27.
e e i
Osservando ora la serie 27. 39. 38. 11., si rileva che
i q u e
la sequenza ique in italiano è rarissima («liquefare» e derivati); è quindi probabile che i sia fine di parola, e QUE inizio di altra. QUE allora inizia questo o quello o derivati, e siccome è seguito da 36. 18. deve trattarsi di QUEST perché se fosse quello si dovrebbe avere una doppia. Si sono così acquisite altre due lettere, S e T, che si sostituiscono alle bicifre corrispondenti. Si nota poi che 39. 38. 27.
q u i
è seguito da 36. 18. 27., e non può essere perciò altro
s t i
che parte delle parole «acquisto» o «quistione». Tentando con la prima parola si deduce 19—A e 21—C. Così man mano sostituendo, in breve si ottiene il testo «eventuali acquisti di questa specie sono permessi».
Oggi la decrittazione viene largamente sfruttata in tutti gli eserciti, ma può procurare anche, se applicata con metodo, messe larghissima di notizie storiche dai documenti cifrati che giacciono in tutti gli archivi.