CUSTODIA DI TERRA SANTA. - Ente in-
ternazionale composto di Francescani scelti da tutte
le parti del mondo, il quale per volontà dei sommi
pontefici presiede al culto e all'onore dei Luoghi
Santi della Palestina. Sorse con la fine del regno
latino di Gerusalemme quando la Terra Santa venne
rioccupata dai musulmani e tutti i santuari cristiani
rimasero nelle loro mani. I frati Minori allora ri-
tornarono nel paese dove erano già stati nel periodo
crociato e a poco a poco con il favore dei sultani
d'Egitto e con l'aiuto delle potenze cattoliche d'Eu-
ropa ebbero in custodia i principali Luoghi Santi.
Nella prima metà del sec. XIV, per l'intervento dei
re di Napoli, ottennero il possesso del Cenacolo;
quindi, per l'intercessione dei re d'Aragona, il S. Se-
polcro di Gerusalemme e prima la Grotta e poi la
basilica della Natività a Betlemme. Il papa Cle-
mente VI con le sue due bolle Gratias agimus e
Nuper carissime del 21 nov. 1342 confermò i felici
risultati ottenuti, assicurando ai Francescani la
custodia di quei luoghi. Vennero tosto restaurate
le basiliche cadenti, poi si allargò il possesso e il
culto ai santuari di S. Giovanni Battista ad 'Ajn
Kárim, di S. Pietro a Giaffa, dell'Annunciazione a
Nazareth, di S. Pietro a Tiberiade.
I Francescani si presero cura pure dei fedeli cattolici
residenti nei maggiori centri di tutto l'Oriente vicino.
Fin dal sec. XVI aprirono conventi ad Acri (Palestina),
CUSTODI

Barhizzi (1924).
A DI TERRA SANTA - Basilica della Trasfigurazione
sul monte Thabor, cretata dalla C. di T. S. Architetto Antonio
Barluzzi (1924).
a Saida, Beirut, Tripoli nel Libano, Damasco, Aleppo,
Alessandretta in Siria, Larnaca e Nicosia nell'isola di
Cipro, Cairo ed Alessandria in Egitto, Costantinopoli
e altrove. Intanto però la C. di T. S. perdeva il suo con-
vento principale perché nel 1551, per ordine del sultano
Solimano, fu privata del possesso del S. Cenacolo tenuto
da più di duecento anni e dove trasferirsi nel nuovo con-
vento di S. Salvatore in Gerusalemme. Ma altre spolia-
zioni e soprusi doveva patire anche in seguito.
Nel 1365, per un'incursione navale compiuta da
Pietro di Lusignano nel porto di Alessandria d'Egitto,
i religiosi di Gerusalemme vennero trucidati. Nel 1422,
essendosi i Catalani appropriati delle navi del sultano,
i Francescani furono deportati nelle carceri di Damasco,
mentre vennero murate le porte del S. Sepolcro, del
Cenacolo e di Betlemme. Nel 1510, avendo i Cavalieri
di Rodi sconfitto la flotta musulmana nelle acque di Giaffa,
i frati furono deportati nelle prigioni del Cairo ed i con-
venti depredati dalla plebaglia. Altrettanto avvenne dopo
le battaglie di Tunis (1534), di Lepanto (1571) ed altre,
quando i Francescani furono uccisi, le loro case e le loro
opere assaltate e profanati i santuari.
I sommi pontefici, con oltre 300 bolle, confer-
marono sempre più la loro fiducia nei figli di s. Fran-
cesco, conferendo loro quelle potestà spirituali ed
ecclesiastiche che erano necessarie per il governo
delle comunità cattoliche dell'Oriente. Il Custode di
Terra Santa, infatti, in tutti quei secoli e fino al 1848
aveva potestà ordinaria, in qualità di vicario e com-
missario apostolico, sui Latini dei paesi del Levante;
e quale rappresentante della Chiesa e delle potenze
cattoliche, era in gran credito presso le corti sulta-
nali prima del Cairo e poi di Costantinopoli, e presso
tutte le genti, cristiane, ebraiche e musulmane del-
l'impero islamico. La C., rappresentando il mondo
latino, issava la sua bandiera dalle cinque croci in
campo bianco, che aveva ereditato dal caduto regno
crociato di Gerusalemme e che veniva richiesta come
un onore dalle navi latine che navigavano nel Me-
diterraneo, perché le preservava dalle frequenti in-
cursioni dei pirati. Era insomma come uno Stato cristiano nel cuore dell'Oriente islamico.
Le potenze europee, tra le quali la Repubblica di Venezia, i reali di Francia e d'Aragona, la Spagna e altre, andarono a gara nel sostenere con la diplomazia e le oblazioni la C. dei Luoghi Santi, la quale poté così affrontare difficoltà e spese causate dai governi musulmani.
La vita dei Francescani, infatti, nei primi tre secoli si svolgeva quasi tutta entro i santuari nelle celebrazioni del culto e dei misteri cristiani. Cura speciale si presero sempre per i pellegrini che da ogni parte accorrevano a visitare quei luoghi e che essi accoglievano e guidavano nelle visite ai santuari, proteggendoli dalle frequenti angherie degli abitanti.
Con gli inizi del sec. XVI essi presero ad aprire scuole grandi e nell'ambito dei loro conventi e a fondarne delle nuove presso le case religiose, impartendo così l'istruzione cristiana e letteraria ai giovinetti. Essi attesero anche, in ogni tempo, all'evangelizzazione dei musulmani, sebbene con risultati scarsi e con pericolo della loro vita, essendo le leggi islamiche ostili ad ogni conversione. Più felici furono invece i risultati da loro ottenuti nell'opera apostolica presso le autorità ecclesiastiche ed i fedeli dei vari riti cristiani per condurli all'unità della Chiesa cattolica, sia nel Libano come in Siria e anche in Palestina.
Con il cominciare della dominazione turca, ebbe inizio e si sviluppò poi nel secolo seguente la questione famosa intorno alla proprietà e al culto dei Luoghi Santi. Nel 1633 la basilica del S. Sepolcro con tutti i santuari annessi e quella della Natività a Betlemme con un decreto di Costantinopoli vennero attribuite ai Greci dissidenti. In seguito, per oltre un secolo, quei santuari passarono spesse volte dalle mani dei Francescani a quelle degli orientali, fino al 1757 quando furono divisi arbitrariamente tra le due parti, divisione che venne fissata nel 1852. Durante questo periodo di lotta e di difesa i Francescani adoperarono tutta la loro azione, sia presso la corte di Costantinopoli che presso le potenze europee, per mantenere integro il patrimonio sacro loro affidato. Tuttavia riuscì la C. di T. S. ad acquistare tra il sec. XVII e il XVIII il monte Thabor, Cana, Tiberiade, Giaffa, la Visitazione e le località di Harissa nel Libano e di Suez in Egitto. Queste conquiste divennero ancor più numerose quando la Turchia ottomana, sotto l'influsso dell'Occidente, lasciò più libertà e sviluppò alle opere cristiane stabilite nel suo Impero. I Francescani vennero così in possesso dei santuari della Flagellazione, di Cafarnao, di Naim, del Tremore presso Nazareth, di Bethphage, di Sephoris e di Emmaus-Qubejbeh, delle stazioni di Caifa, di Tiro, di Tripoli marina, di Lattakie, di Mugeida e di cinque località dell'Armenia. Grande sviluppo presero pure in questo tempo le missioni dell'Egitto, con la creazione di nuove chiese e conventi ad Alessandria, al Cairo e nei loro sobborghi, nonché lungo il canale di Suez. Oltre a quella che è l'opera sua missionaria, la C. di T. S. ha aperto fin dai primi tempi, prima in Italia, poi in tutta l'Europa, e infine nelle Americhe e nell'Estremo Oriente, dei commissariati per la tutela dei propri interessi e per la raccolta delle offerte dei fedeli destinate alla tutela dei Luoghi Santi, all'incremento della fede cattolica e allo sviluppo della civiltà cristiana nei paesi del Levante. Dopo oltre sei secoli di vita essa ha oggi in tutela 36 santuari, possiede più di 50 case religiose in Turchia, in Siria, nel Libano, in Palestina, in Egitto, in Transgiordania e nell'isola di Cipro, con un complesso di 450 religiosi; conta 36 chiese parrocchiali e 11 succursali ed un insieme di 85.000 fedeli; è circondata da una fiorente corona di opere educative e assistenziali, che comprendono 40 scuole elementari, tre orfanotrofi, tre licei-convitti, quattro scuole professionali; per l'alloggio dei pellegrini ha 8 «Casenove»; per gli aspiranti all'Ordine ha un collegio serafico, un noviziato, due seminari per la filosofia e la teologia; possiede sempre le sue officine e i suoi laboratori in piena efficienza; ha una scuola biblica per gli studi superiori di S. Scrittura con un vasto museo archeologico e due ricchissime biblioteche; promuove scavi archeologici in Palestina, Transgiordania e Siria; pubblica riviste e opere scientifiche sull'Oriente; dirige organizzazioni giovanili educative e sportive, esauriti per studi orientalistici, ospizi marini, e svolge molte altre attività religiose e sociali in ogni parte dell'Oriente. - Vedi tav. LXXIII.
Bib.: G. Golubovich, Biblioteca bibliografica della Terra Santa e dell'Oriente francescano, Quaracchi 1906 sgg. (1° serie: anno 1400; 2° serie: documenti fino al 1800). Per una visione generale: D. Baldi, La C. francescana di T. S., Torino 1918; per i santuari, i conventi e le opere: Status descriptivus Missimo di Terra Sanctae, Gerusalemme 1924. Una ricca bibliografia recensita in A. Cirelli, Gli Annali di Terra Santa editi dal E. E. Mencherini e bibliografia di Terra Santa del medesimo dottore, Quaracchi 1919, pp. 465-644. Per una conoscenza sommaria dell'argomento cf. [G. Zanella], Memoriale sui Luoghi Santi, Roma 1945. Giulio Zanella