DESIDERI, IPPOLITO. - Gesuita, missionario ed esploratore, n. a Pistoia il 21 dic. 1684, m. a Roma il 14 ag. 1733. Invitato nell'India per ripristinare la missione del Tibet, già iniziata dal p. A. de Andrade (1624), parti da Delhi il 24 sett. 1714 e con ampio giro attraverso le città di Kashmir e di Lahta, raggiunse Lhasa il 18 maggio 1716, ben accolto dal re e dal Dalai-Lama.
Avuto il permesso di soggiorno per lo studio della religione dei Lama e la predicazione del Vangelo, si applicò alla lingua e alla lettura di numerosi volumi contenuti le dottrine religiose dei Tibetani, riuscendo a comporre opere apologetiche, che incontrarono assai favore. L'invasione dei Tartari (1717) e lo sterminio della famiglia reale lo costrinse a ritirarsi a Takpo-khier, presso i Cappuccini, dove rimase a compiere le sue opere, fino al 1721, quando, in forza di un decreto di Propaganda Fide, che assegnava il Tibet ai Cappuccini, ebbe l'ordine di tornare in India, donde nel 1727 ripartì per Roma.
Oltre a parecchie lettere e a quattro opere in tibetano, ancora inedite, scrisse: Notizie storiche del Thibet e memorie dei viaggi e missioni ivi fatte dal p. I. D. d. C. d. G. Dal medesimo scritte e dedicate, 1712-23, anch'esse inedite, che lo fanno considerare uno dei migliori esploratori e descrittori del Tibet (S. Hedin, Southern Tibet, I [Stoccolma 1915], pp. 278-79).