DE SMET, PIERRE-JEAN. - Gesuita, missionario, n. a. Termond (Belgio) il 30 genn. 1801; m. a St Louis (Missouri) il 23 maggio 1873. Emigrato negli Stati Uniti (1821) per desiderio di dedicarsi alle missioni ed entrato fra i Gesuiti, cominciò nel 1830 la lunga serie di viaggi (percorso più di 180.000 miglia), che lo dovevano mettere in contatto con numerose tribù pellerossa, anche le più temibili e bellicose, sparse per la regione delle Montagne Roccisse. Gli Indiani lo amavano e si mostravano docili alle esortazioni e ai consigli di lui, che chiamavano «il grande vestenza». Fu quindi il piacere fra le tribù in lotta e l'intermediario fra gli Indiani e il governo degli Stati Uniti, impedendo stragi e provocando trattati di pace. In favore dei suoi Indiani attraversò diciannove volte l'Oceano, raccogliendo missionari ed elemosine.
Le conversioni operate, le missioni fondate, le osservazioni scientifiche e le avventure provvidenziali sono narrate nei suoi scritti assai numerosi; fra i principali: Letters and sketches (Filadelfia 1843); Oregon missions and travels over the Rocky Mountains in 1843-46 (Nuova York 1847); Voyage au grand désert en 1851 (Bruxelles 1853); Western missions and missionaries (Nuova York 1853); New indian sketches (ivi 1865). A cui bisogna aggiungere: H. M. Chattenden-A. T. Richardson, Life, letters and travels of P. J. De S. (4 voll., Nuova York 1905) e l'inedito Linton Album, contenente i suoi itinerari dal 1821 alla morte.