DI PIETRO, MICHELE. - Cardinale, n. ad Albano il 18 genn. 1747 e m. a Roma il 2 luglio 1821. Laureatosi a Roma, insegnò teologia, diritto e storia ecclesiastica nel collegio Romano. Beneficì l'ospizio Tata Giovanni, cui trovò una residenza più conveniente. Pio VI lo nominò segretario di varie commissioni ecclesiastiche e arcivescovo titolare di Isauria in partibus.
Amicissimo del card. Gerdil, ebbe notevole parte nella Commissione per l'esame del Sinodo di Pistoia. Nominato delegato apostolico per il governo di Roma (20 febbr. 1798) durante la prigionia di Pio VI, si portò con tanta abilità che Pio VII lo creò patriarca di Gerusalemme (20 dic. 1800) e poco dopo cardinale col titolo di S. Maria in Via (9 ag. 1801).
Lo stesso Pio VII partendo per l'esilio lo volle delegato apostolico di Roma, ma fu ben presto deportato in Francia. Allora divenne delegato apostolico per gli affari spirituali in Francia; ma Napoleone lo fece rinchiudere a Vincennes (22 febbr. 1811). Liberato per le trattative di Fontainebleau, fu uno di quelli che consigliarono il Papa a denunciare quello pseudo-accordo. Tornò a Roma alla caduta di Napoleone ed ebbe la diocesi di Albano (8 marzo 1816), donde poi venne trasferito a S. Rufina (29 maggio 1820). Fu membro di ben 9 Congregazioni e prefetto di quella dell'Indice.