DICKENS, CHARLES

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DICKENS, CHARLES. - Romanziere inglese, n. a Portsea il 7 febbr. 1812, m. presso Chatham-Ro- chester il 9 giugno 1870. I primi duri anni della sua vita ci vengono narrati in forma di romanzo in quello che è considerato il suo capolavoro, il David Cop- perfield (1849-50). Autodidatta, cominciò la sua car- riera di scrittore come giornalista, e conquistò de- finitivamente il pubblico con i Pickwick Papers (1836).

Vissuto nel periodo post-napoleonico, in piena rivo- luzione industriale, le sue opere (delle quali le maggiori raggiungono la ventina) rispecchiano tutto il fermento che tendeva alla riforma radicale di ogni settore della società e al rinnovamento di tutte le istituzioni, da quelle caritative a quelle scolastiche, dall'amministrazione della giustizia ai problemi del lavoro, della delinquenza giova- nile e degli adulti, ecc. Il movimento per la libertà della Chiesa cattolica in Inghilterra, che si maturava in quei giorni, trovò posto soprattutto nel suo romanzo storico (ne scrisse soltanto due) intitolato: Barnaby Rudge (1841), e Gorden Riots) contro i progetti parlamentari di eman- cipazione dei cattolici alla fine del sec. XVIII. Il cristia- nesimo entra nei romanzi di D. soprattutto come atmo- sfera generale di carità verso il prossimo. La vita di Cristo (The History of our Saviour Jesus Christ, 1849), stesa come narrazione per i suoi bambini, non ha alcun valore letterario.

BIBL.: J. Forster, The Life of C. D., 3 voll., Londra 1872-74 (per la biografia); G. K. Chesterton, C. D., ivi 1906; id., Appro- ciation and Criticism of the Works of C. D., ivi 1911 (per gli orientamenti spirituali di D.); W. Dibelius, C. D., Berlino 1926 (per lo sfondo storico e sociale, con copiosa bibli.). Per la bibli. piace: F. W. Bateson, The Cambridge Bibliography of en- glish literature, III, Cambridge 1940, pp. 435-55. Alberto Castelli