DIOSCURI (ΔΙΟΣΚΟΥΡΟΙ)

Image from page 971
Image from page 971

DIOSCURI (Διοσκουροι). - Divinità greche: erano gemelli, Castore e Polluce, giovani e bellissimi, figli di Zeus e di Leda, fratelli di Elena, ma, secondo altri, solo Polluce era figlio di Zeus e immortale.

La loro natura è discussa: sarebbero dèi della luce, o della luce e dell’oscurità, o due eroi della Laconia sostituiti ai gemelli di Zeus, o divinità domestiche miocene dei re di Sparta. Il culto è specialmente localizzato a Sparta e al suo territorio (famoso il santuario di Therapne) e alle sue colonie. Da Sparta provengono numerosi rilievi raffiguranti i D. ai due lati di uno xoanon femminile, con alto polos in testa e benede alle mani, evidente raffigurazione di Elena. Fuori di Sparta i D. si sono sostituiti a coppie di divinità locali; in età storica si fusero spesso con i Cabiri, i Curet, i Coribanti, ecc. Per Omero, Castore era domatore di cavalli, Polluce inventore del pugilato. Erano dèi salvatori nei pericoli della guerra, dei viaggi, del mare, delle malattie. Loro simboli sono i 86xav, di significato incerto, i cavalli, o due anfore, due stelle, due berretti frigi. Diffusi fra i miti sui D. sono la partecipazione alla spedizione degli Argonauti e il ratto delle Leucippidi.

Bibl.: Bethe, s. V. in Pauly-Wissowa, V, 1, coll. 1087-1123; G. Bendinelli, s. V. ENOCH. Ital., XII (1931), p. 949 sgg.; M. Nilsen, Gesch. der Griech. Rel., I, Monaco 1941, p. 380 sgg. Per i rilievi spartani: N. M. Tod e A. J. B. Wace, A Catalogue of the Sparta Museum, Oxford 1906, p. 113 sgg. Per il culto in Italia, G. Giannelli, Culti e miti della Magna Grecia, Firenze 1924, passim; Fr. Altheim, Griechische Götter im alten Rom. (Religionsgesch. Versuche und Vorarb., 22, 1), Giessen 1930. Luisa Banti