DUPANLOUP, FÉLIX-ANTOINE-PHILIBERT

DUPANLOUP, FÉLIX-ANTOINE-PHILIBERT. - Vescovo di Orléans, n. a St-Félix nella Savoia il 3 genn. 1802, m. a Lacombe (Savoia) l'11 ott. 1878. Educato nel seminario minore di St-Nicolas du Chardonnet e poi a St-Sulpice, ne uscì sacerdote il 18 dic. 1825. Iniziò la sua attività come vicario all'Assunzione, dove si distinse subito per le eccezionali doti di catechista, tanto che gli fu affidata l'istruzione religiosa dei principi reali. Vi fondò l'Accademia di S. Giacinto, benemerita dell'educazione giovanile. Passò quindi, pure come vicario, alla Maddalena e quindi, nel 1836, a S. Rocco. Fin dal 1833 aveva inaugurato a Notre-Dame quelle celebri conferenze, che poi dovevano essere coniunte da tanti illustri oratori. Nel 1838 ricevette la ritrattazione e l'ultima confessione di Talleyrand. Dal 1837 al 1845 fu rettore del Chardonnet, acquistandovi e profondendovi tesori di esperienza pedagogica. Ne è testimone E. Renan, suo alunno, purtroppo degenere: «Solo quelli che hanno conosciuto St-Nicolas du Chardonnet negli anni brillanti dal 1838 al 1844 possono farsi un'idea della vita intensa che vi si sviluppava. E questa vita non aveva che un'unica sorgente, un solo principio, mons. D. ... Era uno stimolatore senza pari. Non aveva l'eguale nell'arte di trarre da ognuno dei suoi alunni la somma di quanto poteva dare» (Souvenirs d'enfance et de jeunesse, Parigi [s. a.], pp. 136-38).

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di quanto poteva dare» (Souvenirs d'enfance et de jeunesse, Parigi [s. a.], pp. 136-38).

(da P. Frond, l'unition des illustrations franciques au XIX { }^{°} cileth, Clerge, Parigi s. al Dupanloup, F'flix-Antoine-Philibert - Ritralio. Litografia.

Le sue esperienze d'educatore le raccolse più tardi in una grande opera, in due parti: De l'éducation en général (3 voll., Parigi 1850-62) e De la haute éducation intellectuelle (3 voll., ivi 1855-57). Versatilissimo qual'era trovava il tempo per dedicarsi anche all'apostolato esterno come scrittore efficace su tutte le più grandi questioni del tempo: De la pacification religieuse (ivi 1845); La situation intellectuelle et religieuse du clergé; Les petits séminaires. Etat de la question (ivi 1847), sulla libertà di insegnamento ecc. Nel 1841 divenne professore di eloquenza sacra alla Sorbona e nel 1845 vicario generale di mons. Affre, canonico di Notre-Dame e direttore de L'Ani de la religion. Membro nel 1849 della commissione incaricata dal ministro Fanolux di preparare la legge sulla libertà d'insegnamento, vi esercitò un influsso decisivo.

Nell'apr. di quello stesso anno fu eletto alla sede vescovile di Orléans. Si distinse per lo zelo intelligente ed infaticabile nella formazione del clero, nell'educazione della gioventù e per l'insegnamento del catechismo. Nel 1852 in una lettera ai professori del suo seminario minore difese lo studio dei classici pagani contro le preoccupazioni del Gaume. Il 9 nov. 1854 fu accolto nell'Accademia francese. L'anno dopo tenne nella cattedrale il panegirico di Giovanna d'Arco, un altro ne tenne nel 1869, nel quale anno fece i primi passi a Roma per l'introduzione della causa di beatificazione dell'eroina e nel 1876 trasmise a Roma i risultati del processo informativo diocesano.

Dal 1859 al 1870 con la parola e con gli scritti fu l'indomabile campione del potere temporale del Papa. Non era però ultramontano. Nel 1862 s'impegnò nel castello di La Roche-en-Brény con Montalembert e Falloux di combattere «pro libera Ecclesia in libera patria». Era il motto programmatico del liberalismo cattolico francese. Desideroso di conciliare gli imprescritti di ritmi della Chiesa con l'anima moderna scrisse La convention du 15 septembre et l'encyclique du 8 septembre 1864, in cui commenta il Sillabo con glosse lenitive che ne spie-

grano la ragionevolezza. Ebbe elogi da ben 630 vescovi e dallo stesso Pio IX (4 febbr. 1865). Sempre sulla breccia, respinse gli attentati del ministero Duruy all'educazione cristiana; combatté l'ammissione del Littré all'Accademia; partecipò ai Congressi di Malines del 1864 e del 1867; alle riunioni episcopali di Roma del 1862 e 1867; continuò ad essere presente con opuscoli e lettere pastorali in ogni dibattito religioso e sociale del suo tempo. Peccato che certe sue tendenze gallicane gli abbiano fatto prendere per ragioni di opportunità un atteggiamento ostile alla definizione della infallibilità pontificia, mentre non aveva mancato di sostenerla e difenderla proprio nelle sue tesi di laurea a Roma nel 1842. Temeva che quella definizione potesse ostacolare la conversione dei protestanti e compromettere la fede, ancor troppo debole, di tanti cattolici. Pubblicò perciò nel nov. del 1869 le Observazioni sur la controverse soulevée relativement à la définition de l'infallibilité au futur concile. Sostenne quindi la inopportunità di quella definizione fino all'ultimo e nell'imminenza della sessione definitiva, piuttosto che ripetere il non placet alla presenza del Papa, preferì tornare in diocesi. Però appena il dogma fu definito, si affrettò a compiere atto di sottomissione.

Durante l'occupazione tedesca di Orléans fu il vero defensor civitatis: i fedeli riconoscenti lo elessero loro rappresentante all'Assemblea nazionale, ove parlò ogni volta che si trattò di difendere un interesse religioso, specialmente a proposito della libertà dell'insegnamento superiore (luglio del 1875). Rifiutò la sede di Lione (1875) e invece accettò di far parte del Senato (1876). Nonostante la tarda età continuò a lottare con giovanile energia contro l'incredulità e la massoneria invadenti. Ottenne, con le sue fiere proteste, che il governo disapprovasse i festeggiamenti organizzati nel 1878 dal Consiglio municipale di Parigi per il centenario della morte di Voltaire. Leone XIII voleva concedergli la porpora; ma il governo fece difficoltà e intanto il D. moriva improvvisamente. Non fu certamente un grande teologo, ma in compenso fu un grande pastore d'anime. Tenendo conto di questo si spiegano certi suoi atteggiamenti, anche se non tutti si possono giustificare.

L'elenco delle opere del D. in Herlusson, Liste bibliographique des écrits de mgr D. (Orléans 1878; in Polybiblion, 2 [1888], p. 463 sgg., nonché in F. Lagrange, Vie de mgr D. (III, Parigi 1894, p. 486 sgg.). Posteriormente sono stati pubblicati il Journal intime, ed. L. Branchereau (2a ed. Parigi 1910) ed una scelta delle pagine migliori, curata da H. E. Dutoit, D. (collezione Choisir, I, 1913).

BIBL.: Biografie di D. furono scritte da V. Pelletier, 10a ed., Parigi 1876; M. Salomon, in Les grands hommes de l'Eglise au XIXe siècle, 1910; E. Faguet, Mer d. 11, 1914; F. Lagrange, Vie de mgr D., 3 voll., 1918-84; 7a ed., 1918, la più importante, e però non del tutto imparziale, come dimostrò U. Maynard, Mgr D. et mgr Lagrange son historien, 1918-84; I. Bricout, s. V. Dittrich, IV, 11, coll. 1949-1953. Studi particolari di Fr. Pon, Une page de Surnaturel au Concile Vatican, Parigi 1905; J. M. Peters, Die Stellungnahme D. zu den Fragen der Mädchenerziehung, Friburgo in Br. 1929. Sull'atteggiamento di D. durante il Concilio Vaticano si vedano le storie di questo Concilio scritte da E. Cecconi, Roma 1878; P. Th. Granderath, trad. dal tedesco in francese, Bruxelles 1908; E. Campagna, I. Lugano 1926; C. Buther, 2 voll., Londra 1930.