EADMERO. - Storico e teologo benedettino, detto il «Cantore», n. tra il 1066 e il 1064, m. a Canterbury il 13 genn. 1124. Inglese di origine, educato in Scozia, divenne monaco a Canterbury. Discepo di S. Anselmo, nel 1120 fu promosso arcivescovo di St. Andrews in Scozia, ma l'anno dopo si dimise prima ancora d'essere consacrato. Tramandò la narrazione degli avvenimenti civili e religiosi della sua epoca concernenti l'Inghilterra; la memoria di molti personaggi che illustrarono la Chiesa, e la società dei suoi tempi. Nelle sue opere teologiche riproduce il pensiero e talora il linguaggio di S. Anselmo, ciò che in parte spiega l'errore attribuzione di qualche opera dell'uno all'altro; si distinse per la difesa del privilegio dell'Immacolata Concezione.
L'opuscolo De Conceptione B. Mariae Virginis (Friburgo in Br. 1904, per cura di H. Thurston e Th. Slater; l'edizione più usata è quella del Migne: PL 159, 301-18; vers. francese di B. Del Marmol, Maredsous 1923), erroneamente attribuito a S. Anselmo e a lui rivendicato dal P. H. Thurston, è prezioso come uno dei primi tentativi di difesa sistematica di tale dogma.
E., prevenendo Scoto, enunciò con le identiche parole il suo più forte argomento: Potuit plane et voluit; si igitur voluit, fecit (PL 159, 305), concludendo con la descrizione dei benefici effetti derivati all'umanità. Altre opere: De vita et conversatione Anselmi (1033-1109), 2 voll. (PL 158, 49-118; Acta S.S. Aprilis, 11, Parigi 1865, pp. 866-93; M. Rule, Script. rerum bri. medi. aevi, Londra 1884; Vitae di S. Wilfrid, S. Bregwin, s. Oswald, S. Dunstan, s. Odom, attribuita qualcuna al monaco Osbern (PL 159, 709-860); De beatitudine coelesti (PL 159, 587-601); De excellentia Virginis Mariae (PL 159, 557-80); De Anselmi similitudinis (PL 159, 605-708); Ad Glastonienses monachos de corpore s. Dunstani (PL 159, 709-860); Ad mundachos Virginimenses de electione episcopi (PL 159, 607-808); Nova opuscola de sanctorum veneratiane et observatione (A. Wilmart, in Revue de science religieuse, 15 [1935], pp. 184-219, 354-79). Figura tra le sue opere, ma non gli appartiene: De quattuor virtutibus quae fuerunt in B. Maria eiusque sublimitate (PL 159, 579-86).