ELISABETTA di TURINGIA, santa. - Patrona principale del Terz'ordine francescano, e delle opere caritative cattoliche.
I. VITA
N. nel 1207 da Andrea II d'Ungheria e da Geltrude di Andechs-Merano, fidanzata dai genitori a Ludovico IV di Turingia già nel 1211, veniva condotta ad Eisenach, nel castello di Wartburg. Nel 1221 sposava Ludovico, da cui ebbe tre figli. Fu sotto la rigida disciplina spirituale del sacerdote
(fot. Alinari)
II. CULTO
I miracoli che subito dopo la sua morte si effettuarono, fecero promuovere il processo di canonizzazione che si concluse il 27 maggio 1235 con la proclamazione a santa, fatta da Gregorio IX a Perugia. Alla traslazione assistente, con gran seguito di principi, Federico II, il quale poi sull'avvenimento scrisse una lettera al generale dell'Ordine francescano, frate Elia (Acta Imperii inedita, ed. E. Winckelmann, I, Innsbruck 1880, p. 299 sg.). Il duomo di Marburgo fu meta di pellegrinaggi finché, al tempo della riforma protestante, Filippo d'Assia disperse le reliquie di E., che oggi in parte si conservano a Vienna. Di dubbia autenticità è il capo che si conserva a Besançon (cf. Rev. d'hist. franciscaine, 2 [1923], p. 273). Numerose congregazioni religiose, specialmente terziarie francescone, s'intitolano a lei. Le Conferenze di S. E. furono fondate per la prima volta a Treviri nel 1840 (W. Liese, Gesch. d. Caritas, Friburgo 1922; la lettera di Pio XI per il centenario della morte in AAS, 23 [1931], pp. 525-27). Festa il 19 nov.III. ICONOGRAFIA
Le rappresentazioni iconografiche di s. E. sono numerosissime in tutta Europa (cf. S. Elsner, in Franziskanische Studien, 18 [1931], pp. 205-231). La Senta viene raffigurata distribuendo il pane con un povero al fianco, o, dopo il Quattrocento, nascondendo in grembo un mazzo di rose, in riferimento a un miracolo d'aver trasformato in rose il pane che non voleva far conoscere che portava ai poveri (cf. L. Lemmens, Zum Rosenswunder, in Katholik, 24 [1902], 381-82). Segno di un pronto diffondersi del culto di s. E. in Italia è il ciclo pittorico trecentesco nella chiesa di S. Maria Donna Regina di Napoli. - Vedi tav. XX.BIBLI: Fonsi: Le fonti della vita di s. E. sono enumerate con le loro edizioni in Arch. Franc. hist., 2 (1909), pp. 243-49. Fra esse una lettera di Gregorio IX mentre E. era ancora in vita. Corrado di Marburgo che lavorava per il processo della sua beatificazione scrisse una Epistola de vita ad დავით, nel 1232: i Dieta IV Ancillarum, prima del 1244, sviluppati nel Libellus edito da A. Huyskens, Der sog. Libellus de dictis IV Ancillarum, Monaco 1911; la Vita scritta da Cesario di Heiberbach, prima del 1237, ed. da Huyskens, Colonia 1908; BBL, nn. 2488-2514; U. Chevalier, Biobibliog., I, 2ª ed., Parigi 1913, coll. 1304-1307. Biografie moderne: E. Horn, Sr. E. de Hongrie, Parigi 1902, vers. II. Milano 1924; M. Maresch, E. Landgrölln von Thüringen, Monaco-Gladbach 1921; K. Adam-Kappert, E. von Thüringen Vienna 1929; P. Dörfler, Die heilige E., Monaco 1930; J. Ancelot-Hustache, Ste Elisabeth de H., Parigi 1947. Studi: L. Crick, Culte de ste E. de Hongrie en Belgique, ste E. de Hongrie, Parigi 1902, vers. it., Milano 1924; St. V. Dumin-Borkowski, Die hl. E., in der E. kirche zu Bonn, in Katholik, 49 (1917), pp. 218-23; G. Hassibock, Die hl. E. und ihre Beichtsäter Br. Rodeger u. Konrad u. Marburg, in Frana. Stud., 18 (1931), pp. 294-308; id., Die hl. E. in ihrem seelischen Wachsen u. Werden, in Thuring. Fran., 15 (1931), pp. 108-57; id., Das religiöse Wollen der hl. E., ibid., 15 (1935), pp. 247-77; E. Hermelink, Ein Jahrhundert Elisabethforschung, in Theol. Rundschau, 4 (1932), pp. 121-38. Ottocato Bonmanno